7 giugno 2010 / 15:51 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Euro, no timori per livello, ma per rapidità - Juncker

(aggiunge da quinto paragrafo commenti Reynders, Schaeuble)

LUSSEMBURGO, 7 giugno (Reuters) - Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker non è preoccupato per l'attuale livello del tasso di cambio dell'euro.

"Non sono preoccupato dall'attuale livello dell'euro. Sono preoccupato per la violenza dei movimenti del cambio" ha detto Juncker.

Anche il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn si è detto preoccupato dalla rapidità dei movimenti del cambio piuttosto che dal livello della moneta unica.

"Concordo con Jean-Claude Juncker che è il ritmo dell'evoluzione (del tasso di cambio dell'euro) e non il livello che desta preoccupazione" ha detto Rehn a margine della riunione dell'Eurogruppo.

Di tenore analogo i commenti del ministro delle Finanze belga Didier Reynders.

"Un euro che permetta di essere più competitivi e aiuti a preparare migliori esportazioni nell'Unione europea non è un euro che pone problemi" ha detto.

"Quello che bisogna evitare sono rapide e frequenti fluttuazioni" ha precisato.

Secondo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il tasso di cambio dell'euro mostra comunque la necessità di prendere provvedimenti.

"Abbiamo una responsabilità condivisa, abbiamo una valuta condivisa. I passi necessari devono essere compiuti. Abbiamo bisogno di strumenti più efficaci. Dobbiamo decidere cosa cambiare rapidamente nell'ambito dei trattati esistenti", ha detto il ministro, indicando la necessità di un'azione diretta a una più efficiente supervisione, passi per intraprendere un'azione rapida nel caso in cui le regole del patto di stabilità e crescita vengano infrante.

"Questo mostra che lo sviluppo (della valuta euro) che dobbiamo proseguire in quello che abbiamo iniziato. È importante far partire la società veicolo" ha aggiunto Schaeuble.

NESSUN PROBLEMA RELATIVO A UNGHERIA

Juncker si è inoltre detto tranquillo anche sull'Ungheria.

"Non vedo alcun problema per l'Ungheria. L'unico problema che vedo è che i politici ungheresi parlano troppo" ha detto.

Anche Rehn, alla domanda se l'Ungheria diventerà una nuova Grecia, ha risposto: "No".

"Avremo un confronto sostanziale sulle exit strategy dato che è evidente che molti paesi hanno bisogno di accelerare il consolidamento fiscale. Alcuni hanno già iniziato il processo, come la Spagna e il Portogallo" ha detto Rehn.

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