PUNTO 1 - Euro, forse eccessiva preoccupazione su cambio - Bini

giovedì 3 giugno 2010 16:37
 

(aggiunge dichiarazioni da testo integrale intervista)

MILANO, 3 giugno (Reuters) - Le preoccupazioni per il tasso di cambio in Europa sono forse eccessive. A dirlo è il membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea Lorenzo Bini Smaghi, in un'intervista al mensile 'Espansione' in parte anticipata da 'Il Giornale' in edicola oggi.

L'euro, che ha perso oltre il 7% contro dollaro nel mese appena concluso per una flessione del 14% da inizio anno, solo martedì scorso ha toccato un nuovo minimo da quattro anni.

"In Europa c'è forse troppa preoccupazione sul tasso di cambio, che in ultima istanza viene determinato dal mercato. La Bce considera le fluttuazioni del tasso di cambio soprattutto in relazione alle previsioni e all'impatto dei rischi sulla stabilità dei prezzi" spiega nel testo integrale dell'intervista, attenendosi alla linea più ortodossa dell'Eurotower.

A causa della debolezza della domanda interna, la svalutazione del cross euro/dollaro non ha inoltre ricadute negative sull'inflazione, tenendo presente che il mandato primario della Bce resta quello di garantire la stabilità dei prezzi.

"A causa della debolezza della domanda interna non vi sono al momento spinte inflazionistiche rilevanti. L'unico elemento di crescita dei prezzi è rappresentato dall'aumento del prezzo delle materie prime. Si tratta comunque di un fattore da tenere presente e che rischia di ridurre il potere d'acquisto dei consumatori, mettendo in pericolo la ripresa" spiega.

In tema di crescita, è necessario a parere del consigliere Bce torna a sottolineare l'esigenza di riforme che rilancino competitività e produttività.

"Ci sono indubbiamente segnali di ripresa, anche se sono concentrati soprattutto nelle esportazioni. Il lato della domanda interna rimane invece insoddisfacente e proprio per questo motivo le riforme non sono più procrastinabili" osserva.

"Per conciliare la crescita con i tagli - continua, in riferimento alle attuali misure di 'austerity' già varate o allo studio dei principali paesi Uem - bisogna liberare energie compresse nell'economia, recuperare potere d'acquisto per le famiglie e realizzare riforme che incrementino le liberalizzazioni nelle professioni e nelle situazioni di monopolio. Tutto ciò dovrebbe portare a tariffe più basse e al contenimento dei prezzi in grado di compensare il rigore che viene dai tagli alla spesa" aggiunge.