Manovra,Tremonti:da Colle rilievi tecnici,leale a premier-stampa

lunedì 31 maggio 2010 09:08
 

ROMA, 31 maggio (Reuters) - I rilievi del Quirinale alla manovra da 24,9 miliardi di correzione dei conti pubblici 2011-12 sono solo dettagli tecnici, secondo quanto ha dichiarato in una intervista al Corriere della Sera il ministro dell'Economia Giulio Tremonti il giorno in cui si aspetta la firma di giorgio Napolitano al decreto e, di conseguenza la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

"C'è solo qualche dettaglio tecnico", ha detto Tremonti.

Il ministro getta poi acqua sul fuoco sui suoi rapporti con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo i rumour che in queste settimane hanno parlato di 'competizione' fra i due. "Ho giurato fedeltà alla Repubblica nel governo Berlusconi. E per me la fedeltà è un valore insieme morale e politico: politico perché morela, morale perché politico".

Ieri, fonti del Quirinale, hanno riferito che il presidente della Repubblica, che sta esaminando il testo del decreto legge sulla manovra finanziaria prima di emanarlo, ha inviato al governo una serie di osservazioni su "delimitati aspetti di sostenibilità giuridica e istituzionale del provvedimento".

"Sono in corso chiarimenti e approfondimenti con il governo", hanno detto le fonti. "Il presidente Napolitano ha avanzato e rimesso alla valutazione del governo, che ha l'esclusiva responsabilità degli indirizzi e del merito delle scelte di politica finanziaria, sociale e economica, una serie di osservazioni su delimitati aspetti di sostenibilità giuridica e istituzionale del provvedimento".

Alcuni media avevano ipotizzato nel week end che il presidente della Repubblica potesse chiedere al governo di stralciare dal decreto quegli aspetti della manovra che non abbiano effetti immediati di cassa, per riassemblarli in uno o più disegni di legge.

Teemonti ha poi annunciato l'auspicio di varare una riforma costituzionale per abbattere la burocrazia che "soffoca" l'economia e ha creato "un nuovo Medioevo".

"Una cosa che vorrei fare è [...] una norma 'rivoluzionaria', per cui 'tutto è libero tranne ciò che è vietato dalla legge penale o europe' per due o tre anni", ha detto il ministro.

Al giornalista che faceva notare che questo richiederebbe una modifica della Costituzione, Tremonti ha risposto: "Probabilmente sì. E io, oltre a proporla, vorrei essere tra i firmatari di una legge di riforma così fatta".