28 maggio 2010 / 15:11 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Ocse, Global standard entrano in agenda G20 - Tremonti

(Aggiunge dichiarazioni Tremonti, contesto)

di Giuseppe Fonte

PARIGI, 28 maggio (Reuters) - Dopo il via libera dell'Ocse, i Global standard entrano nell'agenda del G20 che il 4 e 5 giugno si riunisce a livello di ministri finanziari nella Corea del Sud.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa conclusiva della riunione ministeriale Ocse a Parigi.

"Tutti i governi Ocse hanno acconsentito su questo tema che entra anche nell'agenda del G20 a partire dalla settimana prossima", ha detto Tremonti senza voler fare previsioni sui prossimi sviluppi.

Il ministro sogna per i Global standard anche l'investitura sotto forma di Trattato internazionale multilaterale ma si sente comunque soddisfatto per il fatto che se ne discuta.

L'organizzazione parigina ha approvato oggi una dichiarazione comune sui dieci principi che compongono i Global standard, il nuovo set di regole internazionali per l'economia mondiale post crisi che nelle intenzioni del ministro non si devono limitare solo agli aspetti tecnici e finanziari ma devono allargarsi all'etica.

Criticati per la loro genericità sin da quando l'Italia li ha lanciati l'anno scorso, in qualità di presidente del G8, i Global standard poggiano sui tre capisaldi di "correttezza, integrità e trasparenza".

"Parliamo di principi, di etica e questa dichiarazione è un risultato fantastico", ha detto Tremonti in un'intervista a Reuters Insider Television.

"Due anni fa parlare di questi temi era assolutamente impossibile...La reazione è stata molto lenta (ma) adesso ci stiamo riflettendo".

Già codificati nei trattati Ocse o di altri organismi internazionali, i Global standard contengono principi generali e non prevedono disposizioni concrete.

Secondo fonti del G20, i ministri delle Finanze dovrebbero limitarsi a esprimere un forte sostegno al pacchetto di misure dell'Unione europea a difesa dell'euro e prendere atto dei passi avanti in Usa ed Europa per una nuova regolamentazione dei mercati finanziari. Nuove iniziative non sono all'orizzonte anche perchè resta grande la divisione sull'ipotesi di introdurre una tassa sulle banche che vada ad alimentare un fondo anti-fallimenti.

I DIECI PUNTI

Il punto 1 del Global standar indica la cornice "etica" a cui si ispirano i dieci principi. Il secondo condanna le pratiche anticoncorrenziali, il terso stabilisce che "il governo societario dovrebbe promuovere il rispetto del primato della legge".

Il punto 4 entra nel campo della comunicazione aziendale, che dovrebbe poggiarsi su "una effettiva trasparenza". Il quinto dice che le "strutture societarie non dovrebbero essere usate a fini illeciti". Il sesto auspica come opportune misure di prevenzione contro la corruzione (soprattutto nelle operazioni economiche internazionali).

Il punto 7 definisce una "grave minaccia" il riciclaggio di capitali. L'ottavo principio invoca la trasparenza nell'attività di lobby. Il nono dice che gli assetti regolamentari delle attività societarie dovrebbero "generare vantaggi che ne riducano i costi". Il decimo punto valorizza "l'istruzione finanziaria e la tutela dei consumatori", come pure una maggiore responsabilità da parte delle banche nell'intermediazione con i clienti.

"I mercati sono globali ma le regole sono locali, i mercati sono internazionali ma la legislazione è nazionale. Questa asimmetria deve essere rimossa", ha detto ancora Tremonti.

"Se uno legge Adamo Smith si rende conto che le regole non sono un costo, troppe regole sono un ostacolo, ma alcune regole sono un investimento".

Ai lavori hanno partecipato anche le organizzazioni internazionali di imprese e sindacati, Biac e Tuac.

"Ieri Benjamin Netanyahu, primo ministro israelinao, ha citato Karl Marx, questa mattina lo abbiamo fatto anche noi. Forse, vedendo che le organizzazioni sindacali e le imprese convergono su uno stesso testo, credo che anche lui sarebbe sorpreso dal risultato raggiunto", ha osservato Tremonti.

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