PUNTO 1 - Italia, bene piano deficit, ancora cautela banche -Fmi

mercoledì 26 maggio 2010 19:56
 

(riscrive con maggiori dettagli)

MILANO, 26 maggio (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale approva la decisione delle autorità di governo italiane di resistere alle pressioni per concedere grossi incentivi discrezionali di stimolo economico, contenendo così il deficit pubblico. Una decisione, si legge nel documento conclusivo della missione "Articolo VI" del Fmi in Italia, "appropriata" alla luce del livello del debito pubblico, sebbene abbia portato a una delle più ingenti cadute di produzione nei paesi industrializzati.

Ora che è in corso una fragile ripresa legata alla domanda esterna, prosegue il documento, sarà fondamentale confermare la disciplina fiscale, ridurre il peso del debito pubblico e attuare quelle riforme strutturali che devono liberare il potenziale di crescita del paese.

Il piano del governo per riportare il deficit sotto il 3% del pil entro il 2012 incontra l'approvazione del Fondo, che però ammonisce come il programma sia basato sull'assunto ottimistico di una forte e sostenuta ripresa e della piena attuazione dei piani precedenti di consolidamento.

Sul secondo punto, il Fmi concorda con la decisione italiana di puntare alla solidità fiscale di lungo periodo attraverso riduzioni di spesa, piuttosto che contando sulla dinamica delle entrate.

La ripresa sarà infatti minata dalla debolezza dei nostri partner commerciali, dalla scarsa competitività del paese e dalla limitazione al credito imposta dalla necessità delle banche di tenere alta la guardia dal punto di vista della solidità patrimoniale.

Il sistema finanziario italiano, dice il Fondo, è uscito relativamente bene dalla crisi internazionale, ma affronterà una serie di sfide nel medio periodo.

A causa di un'economia debole, le banche continueranno ad avere problemi con il rischio sul credito, un basso tasso di crescita degli impieghi e una redditività inferiore a quanto fossero abituate prima della crisi. Inoltre, le regole a livello internazionale saranno più severe sotto molti aspetti, compresi i requisiti patrimoniali.

Per questo, gli sforzi delle banche per rafforzarela propria capitalizzazione dovrebbero continuare. Cedere asset non strategici, trattenere utili e raccogliere capitali dal mercato sono alcune delle possibilità indicate nel rapporto.