Acqua, investimenti non decollano, serve Autorithy - Bazzano

mercoledì 19 maggio 2010 17:25
 

FERRARA, 19 maggio (Reuters) - Una Autorithy per l'acqua e i rifiuti indipendente che fissi le tariffe e consenta una piena liberalizzazione del settore a tutela degli utenti.

E' questa la richiesta fatta oggi da Federutility al governo. La costituzione di questa Autorità consentirà, in questa fase di liberalizzazione del settore idrico, di fare decollare gli investimenti, necessari per la manutenzione della rete idrica, soprattutto al Sud.

In una conferenza stampa - svoltasi a Ferrara in occasione della mostra internazionale H2O - Federutility (Federazione imprese energetiche e idriche), Anima (Associazione nazionale industrie meccaniche) e Agi (Associazione impres egenerali) hanno presentato un piano - che sarà inviato anche al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti- che prevede per il settore idrico italiano di superare il gap infrastrutturale, con un'accelerazione degli investimenti di 14 miliardi nei prossimi cinque anni, portando il complessivo degli investimenti eseguibili in 25 miliardi e con un effetto positivo sui livelli occupazionali stimato in 160-220 nuovi posti di lavoro.

"Il piano degli investimenti per il settore è vitale ma non decolla e i motivi sono diversi: il pendolarismo normativo, con il decreto Ronchi in corso di regolamentazione che si scontra con quanto sta facendo il ministro Calderoli a livello di autonomie locali che mette in discussione il riassetto del settore", ha sottolineato il presidente di Federutility, Roberto Bazzano.

"Manca, inoltre, una seria regolazione. In assenza di una Autorithy indipendente che è fondamentale verso gli utenti proprio quando sono in corso processi di ulteriore liberalizzazione. Manca, infine, una efficace governance verticale del sistema. Tutti questi fattori fanno sì che ogni discorso per attirare i capitali sia vano", ha aggiunto il manager.

Il decreto Ronchi prevede l'affidamento della gestione dei servizio idrico, attraverso gare ad evidenza pubblica, aperte a società anche con azionariato misto pubblico-privato. Gli affidamenti in via diretta attualmente in vigore cessano alla data del 31 dicembre 2011 oppure fino alla scadenza del contratto ma solo se il socio privato rileva almeno il 40% della società partecipata dall'amministrazione locale. Gli affidamenti in capo a società quotate cessano al 31 dicembre 2011 a meno che la quota pubblica scenda progressivamente sotto al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il 31 dicembre 2015.

Nei prossimi 30 anni, hanno sottolineato nella conferenza stampa, il valore complessivo della spesa per investimenti prevista è pari a 60,5 miliardi di euro. Si tratta ovviamente di una stima, difficile da realizzare perché mancano i fondi. Prendendo come arco di riferimento i prossimi dieci anni (quindi 20 miliardi di euro di investimenti), e alla luce del fatto che il tasso di realizzazione degli investimenti è intorno al 55% (11 miliardi), Federutility propone di accelerare la spesa per i prossimi dieci anni (14 miliardi), realizzando il 50% in più degli investimenti programmati per i primi cinque anni e la messa a regime per i successivi cinque, arrivando così ai 25 miliardi.

Per accelerare la realizzazione degli investimenti - soprattutto laddove il deficit infrastrutturale ha un più elevato impatto sulla tariffa - Federutility, Agi e Anima propongono tre strumenti principali: fondi pubblici di accompagnamento e sostegno per cofinanziare gli interventi previsti; emissione di obbligazioni di durata medio-lunga (i cosiddetti Hydrobond), valorizzando l'apporto della Cassa Depositi e Prestiti; revisione delle tariffe che potrà avvenire con il concorso del Conviri, cui spetta la fissazione di regole tariffarie e trasparenti, certe e uniformi sul territorio nazionale.

Il sistema regolatorio-tariffario, secondo Federutility, dovrebbe, infine, aprirsi completamente ai meccanismi del project financing.