May 19, 2010 / 3:33 PM / 7 years ago

Titoli Stato indenni post-divieto tedesco,dubbi in lungo periodo

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di Giulio Piovaccari

MILANO, 19 maggio (Reuters) - Per ora tutto dovrebbe procedere senza socssoni: la decisione unilaterale della Germania di vietare il trading allo scoperto sui titoli di stato e sui cds non avrà grossi effetti nel breve periodo sul funzionamento del mercato europeo dei governativi, sia dei core, sia dei periferici.

È l'opinione di strategist e operatori del reddito fisso interpellati da Reuters nelle ore immediatamente successive all'annuncio tedesco. Ma le conseguenze di lungo periodo dell'iniziativa - mettono in guardia - restano tutte da valutare.

"La quota del mercato effettivamente colpita dal divieto è limitata, le possibilità di fermare l'attività allo scoperto sono basse senza azioni concertate" commenta Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo.

"Non dimentichiamo che già adesso il 60% delle operazioni su governativi in Europa vengono regolate a Londra" aggiunge il responsabile trading di una banca italiana.

Diversi paesi dell'Ue, Francia in testa, sono già intervenuti per comunicare chiaramente che non seguiranno la Germania. E la Fsa britannica, che gestisce la maggiore piattaforma di trading sui derivati a livello europeo ha sottolineato che il divieto non si applica alle filiali britanniche delle banche tedesche, che sono quindi libere di operare come prima.

In Italia la Consob non seguirà per ora la decisione della controparte tedesca di bloccare le vendite allo scoperto nude ma segue la situazione "minuto per minuto in stretto contatto anche con le altre autorità di vigilanza europee".

Al momento solo il premier spagnolo Zapatero ha datto pieno appoggio all'iniziativa di Berlino.

D'altra parte dal divieto sono esentati tutta una serie di operatori sul mercato tedesco definibili come specialisti.

"È difficile che lo specialist sia sempre fornito di tutti i titoli in tutti i momenti per quantitativi consistenti. Non potendo comprarli allo scoperto, di fatto il suo ruolo di specialist viene meno" spiega il trader. DUBBI SU ASSENZA EFFETTI NEL LUNGO PERIODO

La sensazione diffusa tra gli operatori di mercato è tuttavia che, con la mossa di questa mattina, la Germania abbia imposto l'agenda del dibattito economico-finanziario europeo. E che al di là delle prese di distanza a caldo, il tema della limitazione dell'attività di trading diventerà uno dei punti principali di discussione in Europa, già a partire dalla riunione straordinaria dell'Eurogruppo convocata per venerdì prossimo.

"Il segnale è soprattutto politico, la Germania ha aperto di forza la discussione sul tema" commenta Chiara Manenti.

Esiste dunque un margine di incertezza sull'evoluzione della questione che porta gli operatori a non escludere conseguenze più ampie nel medio-lungo termine.

"Non è escluso che il divieto di trading allo scoperto sui cds abbia qualche possibilità di affermarsi a livello più generale, anche se resta il problema di un mercato che viene regolamentato solo in Europa e non negli Usa" afferma un trader.

Ma sarebbero sicuramente più ampie in prospettiva le conseguenze di un'estensione a livello dell'Ue del divieto di trading allo scoperto dei titoli di stato.

"Mi metto nei panni di un investore non europeo che vede da un giorno all'altro cambiare le regole per un'iniziativa uniltaerale. La credibilità del mercato ne risente e il mio appetito per il debito europeo sicuramente diminuisce" spiega uno strategist sul reddito fisso da Londra.

Più drastica la visione di un altro trader: "se questa cosa dovesse passare temo che una buona fetta del mercato obbligazionario europeo sparirebbe".

"Piaccia o no il mercato bbligazionario è uno dei più liquidi e dei più perfetti. E lo scoperto fa parte integrante dell'attività standard di trading e costruzione dei portafogli. Vietare lo scoperto significa uccidere il repo che è uno degli strumenti principali di garanzia dell'efficienza di questo mercato".

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