19 maggio 2010 / 13:28 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Federalismo, ok Camere a dlgs demanio, domani in Cdm

* Ok con astensione Pd, voto favorevole Idv

* Per enti locali meno trasferimenti dopo cessione beni

* Fiumi interregionali resteranno allo Stato

(Aggiunge commenti Franceschini e dettagli su parere)

ROMA, 19 maggio (Reuters) - Via libera del Parlamento al primo decreto attuativo del Federalismo fiscale, che pone le basi per il trasferimento a comuni, Regioni e province del patrimonio demaniale oggi di proprietà dello Stato.

Dopo l'approvazione in commissione bicamerale per il Federalismo, il decreto legislativo tornerà in tutta fretta all'esame del Consiglio dei ministri di domani per il varo definitivo, come ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli.

I tempi sono piuttosto stretti dal momento che la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, pena lo scadere della delega, è prevista entro venerdì 21 maggio.

Il provvedimento è passato con l'astensione del Pd, il voto favorevole dell'Italia dei valori e l'opposizione dell'Udc.

Scontata la soddisfazione di Umberto Bossi, leader della Lega nord, il partito che ha fatto del Federalismo il suo cavallo di battaglia: "Sono cose importanti e sentite dalla gente e alla fine i partiti si schierano dalla parte della gente", ha commentato riferendosi all'atensione del Pd.

MENO TRASFERIMENTI DOPO CONSEGNA BENI A ENTI LOCALI

Il governo, secondo l'accordo politico raggiunto in commissione bicamerale, recepirà nel testo del decreto legislativo il parere approvato oggi.

Entro un anno sarà messa a punto una prima lista dei beni disponibili. Ne faranno parte i beni del demanio idrico, marittimo, gli aeroporti di interesse locale e soprattutto gli immobili della difesa.

A fronte della consegna dei beni, con decreto del presidente del Consiglio, su parere del ministro dell'Economia, saranno ridotti i trasferimenti statali agli enti locali per un importo pari a quello del bene trasferito a partire dall'anno fiscale successivo alla data del trasferimento del bene.

In base ai dati forniti dall'Agenzia del demanio, il valore dei beni che saranno resi disponibili ammonta a 3,2 miliardi, ripartiti in 1,9 miliardi in immobili e 1,3 miliardi in terreni.

Le Regioni e gli enti locali interessati dovranno presentare domanda per vedersi affidare l'immobile. L'operazione sarà ripetuta ogni due anni.

Regioni, province, comuni e comunità montane dovranno garantire la "massima valorizzazione funzionale" dei beni ceduti.

BENI VALORIZZABILI ANCHE CON FONDI E CDP

Le spese di ristrutturazione non saranno calcolate ai fini del patto di stabilità interno fino alla quota sostenuta dallo Stato centrale prima della dismissione.

In base al testo licenziato in commissione, il Parlamento chiede al governo di inserire nel decreto la previsione che se le amministrazioni locali decideranno di cedere gli immobili, il ricavato dovrà andare a riduzione del debito. O, meglio, il 75% del guadagno servirà a ridurre i debiti degli enti locali, il restante 25% confluirà nel fondo di ammortamento dei titoli emessi dallo Stato centrale.

I beni trasferiti agli enti locali potranno essere conferiti anche a uno o più fondi comuni di investimento.

Novità dell'ultim'ora, anche la Cassa depositi e prestiti potrà partecipare ai fondi.

Comuni e Regioni potranno diventare titolari non solo degli immobili dismessi, ma anche di fiumi, laghi e spiagge.

I fiumi che attraversano più regioni, come il Po o il Tevere, resteranno sempre in mano allo Stato.

I laghi interregionali, come quelli di Maggiore e Garda, potranno essere trasferiti previa intesa fra le regioni, in base a un emendamento approvato in commissione e presentato dal relatore Massimo Corsaro.

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