SINTESI-Correzione può iniziare in 2011 in grandi paesi euro-Fmi

lunedì 17 maggio 2010 17:31
 

di Francesca Landini e Valentina Za

MILANO, 17 maggio (Reuters) - Non tutti i paesi devono ricorrere a una stretta sui bilanci pubblici quest'anno, per evitare di mettere a rischio la ripresa economica.

In particolare in Italia, il problema del debito va risolto nel medio-lungo termine ed è poco importante se il consolidamento del bilancio pubblico inizierà nei prossimi mesi o nel 2011, dal momento che il deficit primario italiano è tra i più bassi dei paesi avanzati.

A dirlo è il direttore del Dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Carlo Cottarelli, a margine del comvegno 'Global economic outlook and fiscal soundness' organizzato da Advantage Financial.

"Alcuni paesi dovranno intervenire e stanno già intervenendo, anche in Europa, già quest'anno. Non credo ci sia necessità che tutti si mettano a stringere la politica fiscale quest'anno, molti di questi paesi, i più grossi in particolare, potranno stringere nel 2011. Un'azione troppo forte nel 2010 potrebbe portare un rallentamento dell'economia", ha detto Cottarelli.

Dopo l'euforia per l'annuncio di una rete di sicurezza creata dall'Unione europea per i paesi in difficoltà e lo sforzo congiunto di Ue e Fmi a sostegno della Grecia, settimana scorsa i mercati hanno punito euro e titoli di Stato dei paesi della zona euro a causa di timori che le nuove misure di austerità annunciate da Atene, Lisbona e Madrid riducano le prospettive di crescita della zona euro.

"Non credo che bisogna temere l'impatto dell'aggiustamento fiscale sulla crescita", ha detto Cottarelli, sottolineando, però che "l'aggiustamento fiscale deve essere credibile e deve arrivare al momento giusto".

Secondo Cottarelli, le misure prese dalla Grecia nell'ambito del programma di sostegno Ue/Fmi "sono senz'altro sufficienti", e i nuovi interventi di austerità annunciati settimana scorsa da Portogallo e Spagna, sono "misure corrette".

"Non credo che la ristrutturazione del debito sia conveniente per la Grecia e questi paesi [messi sotto pressione dal mercato], non credo sia una misura appropriata", ha aggiunto, spiegando che Atene deve agire sul saldo primario, mentre una misura drastica sul debito, come una ristrutturazione, non sarebbe risolutiva.   Continua...