Italia, debito elevato ma saldo primario meno eroso da crisi-Fmi

venerdì 14 maggio 2010 17:01
 

MILANO, 14 maggio (Reuters) - La tendenza sottostante dei bilanci pubblici è leggermente deteriorata, va aumentata l'attenzione sui punti di debolezza dal punto di vista fiscale ed è oggi più necessaria la definizione della 'strategia d'uscita' dopo i recenti interventi di stimolo in risposta alla crisi.

Precisando che si tratta di una situazione più evidente nelle economie emergenti, è questa la valutazione del Fondo monetario internazionale nell'odierno rapporto 'Fiscal Monitor', pubblicato insieme a uno studio titolato 'Dallo stimolo al consolidamento - politiche di entrate e spesa nelle economie avanzate ed emergenti'.

In un simile quadro generale, il Fondo si sofferma sulla consistente differenza nell'entità delle misure di aggiustamento citando il caso dell'Italia come paese dal debito pubblico elevato che ha meno risentito della crisi nelle sue ricadute sul saldo primario.

"Una maggiore necessità di correzione riflette anche un più ampio deterioramento del saldo primario, al netto della componente ciclica durante la crisi, - per esempio in Germania - rispetto ad altri paesi in cui il livello di partenza del debito è più elevato ma il peggioramento del saldo più limitato - per esempio in Italia" scrive il Fondo.

Di seguito, testualmente, il giudizio sul programma di consolidamento a medio termine messo a punto dalle autorità italiane.

"Si prevede un graduale consolidamento dei conti pubblici in linea ai requisiti del Patto di stabilità e crescita. Il deficit dovrebbe passare dal 5,3% del Pil dell'anno scorso al 5,0% quest'anno, 3,9% nel 2011 e 2,7% nel 2012. L'aggiustamento 2010 dovrebbe avvenire con un taglio di 0,8% della spesa totale parzialmente compensato da un calo delle entrate pari a 0,5% del Pil. Restano da definire i dettagli per i prossimi anni, ma i migliori progressi si attendono dall'applicazione del federalismo fiscale".

Quanto poi alle misure di stimolo in risposta alla crisi, il Fondo ricorda come quelle italiane risultimo per l'anno scorso in termini netti vicine allo zero.

"Le nuove misure introdotte per il 2010 hanno un effetto neutro sul deficit, con un previsto aumento della spesa pari a 0,2% che dovrebbe essere completamento compensato da risparmi sulla spesa e crediti fiscali dellimposta sui redditi 2009".

Insieme a Germania, Australia, Canada, Cina e Sud Africa, tra i paesi del G20 l'Italia figura così nella categoria 'intermedia' in termini di aggiustamento.   Continua...