Ue, serve meccanismo difesa automatico, ritardi costosi - Bini

giovedì 13 maggio 2010 11:03
 

MILANO, 13 maggio (Reuters) - L'Europa ha bisogno di "meccanismi automatici di difesa" per evitare 'costosi' ritardi nell'affrontare situazioni di crisi come quelle verificatisi in questi mesi in relazione al caso della Grecia.

A dirlo è il membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi, in un intervento sul Corriere della Sera.

"I tempi di reazione delle nostre democrazie non sembrano del tutto adeguati alla velocità dei mercati globali, e vi è il rischio di accorgersi della crisi solo quando ci si è già cascati dentro", scrive il consigliere della Bce.

"Se la decisione di sostenere la Grecia fosse stata presa in modo chiaro ai primi di febbraio, la bolletta sarebbe stata più limitata e avremmo evitato tre mesi di instabilità finanziaria.

Le parole del membro della Bce fanno eco a una proposta di riforma del Patto di Stabilità avanzata dalla Commissione Ue in cui si indica la necessità di un meccanismo permanente di salvataggio dei paesi in difficoltà basato su prestiti.

Bini Smaghi si allinea alle indicazioni della Commissione Ue anche per quanto riguarda la necessità di rafforzare il governo economico dell'Unione attraverso controlli più rigorosi dei conti e una correzione degli squilibri di competitività.

Una presa più incisiva sull'economia dev'essere la priorità per il Vecchio Continente, accanto alla correzione degli squilibri delle finanze pubbliche.

"Tutti i paesi europei vivono attualmente al di sopra dei loro mezzi", ammonisce Bini Smaghi.

Per sanare gli squilibri le strade sono la riduzione della spesa corrente e le riforme strutturali.

A questo proposito Bini Smaghi sottolinea come la spesa al netto degli interessi sia calata di 4 punti percentuali in Germania nel decennio precedente la crisi e sia invece salita di circa 2 punti in Italia, a fronte di una stabilità a livello di media Uem. "Meno riforme si riusciranno a fare, più si dovrà ridurre la spesa per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche", conclude Bini Smaghi.