10 maggio 2010 / 13:42 / 7 anni fa

Bce, nessuna pressione da politici per acquisto bond - Trichet

BASILEA, 10 maggio (Reuters) - La Banca centrale europea non è stata messa sotto pressione dai politici per l'acquisto di titoli di stato.

Lo ha detto il presidente Jean-Claude Trichet senza rivelare nulla dell'ammontare degli acquisti programmati.

Parlando con i giornalisti a margine delle riunioni presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), Trichet ha detto che la Bce e le banche centrali nazionali faranno quanto è necessario nel loro programma senza precedenti di acquisti di bond, ma non ha dato alcuna indicazione di quanto sono preparati a spendere.

Il presidente Bce ha aggiunto che la decisione non è stata unanime, precisando che è stata presa da una "maggioranza schiacciante" del consiglio direttivo della Banca.

Trichet è tornato alle critiche secondo cui la Bce ha ceduto alle pressioni politiche con l'acquisto di obbligazioni, confermando che il piano è iniziato questa mattina.

"Siamo decisamente e totalmente indipendenti. Questa decisione è la decisione del Consiglio direttivo e non il risultato di qualche tipo di pressione di qualche genere", ha detto.

A una domanda circa le stime degli economisti di acquisti per 200-300 miliardi di euro Trichet ha risposto: "il Consiglio direttivo deciderà la dimensione degli interventi. A quel punto faremo quanto è necessario".

Il presidente Bce ha detto che mercati malfunzionanti hanno sconvolto l'impatto della politica monetaria politica sull'economia reale e che è stato "assolutamente cruciale" l'impegno dei governi della zona euro per soddisfare i loro obiettivi di bilancio.

Trichet ha sottolineato che la Bce raccoglierà liquidità extra a fronte dei suoi acquisti in modo da mantenere la politica monetaria all'attuale livello appropriato.

Non ha voluto fornire dettagli su come banche centrali dell'area dell'euro avrebbe diviso loro acquisti.

Nella sua qualità di presidente degli incontri Bri, Trichet ha detto che i banchieri centrali pensano che la crescita globale è in ripresa, in particolare quella nei paesi emergenti.

"Direi che abbiamo la sensazione che il recupero globale non è solo confermato, ma ha alcuni elementi a livello globale di accelerazione", ha detto, anche se ciò porta dei rischi.

"Abbiamo una serie di economie in cui vediamo chiaramente rischi di inflazione al rialzo, il che sorprendentemente non accade in paesi dove la crescita è particolarmente attiva e vivace".

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