Pmi, per Rete imprese Italia "grande depressione" scongiurata

lunedì 10 maggio 2010 15:19
 

ROMA, 10 maggio (Reuters) - La grande depressione è stata scongiurata, ma la crisi non è conclusa per l'economia reale che resta sofferente. Le piccole e medie imprese hanno bisogno di risorse, mentre continua la difficoltà nell'accesso al credito.

E' quanto è emerso questa mattina al convegno di Rete imprese Italia nella quale convergono le piccole e medie imprese associate in Confartigianato, Cna, Confesercenti, Casartigiani e Confcommercio.

Al convegno erano presenti esponenti del governo (il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ed il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso), della maggioranza (il coordinatore del Pdl Fabrizio Cicchitto) e leader dell'opposizione (il segretario del Pd Pierluigi Bersani e l'intero stato maggiore dell'Udc con Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione). Stranamente però erano del tutto assenti esponenti della Lega, movimento che nei piccoli e medi imprenditori delle attive regioni del Nord Italia ha gran parte della propria base elettorale.

Nel convegno di oggi "gli invisibili prendono parola", come ha detto il presidente di turno di Rete imprese Italia Carlo Sangalli, e sollecitano la riduzione di "una eccessiva pressione fiscale" e una stagione di riforme che abbia nel federalismo - e nel federalismo fiscale in particolare - "un passaggio ineludibile".

Marco Venturi, presidente della Confesercenti, ha sottolineato che le piccole e medie imprese per uscire dalla crisi "hanno bisogno di risorse, mentre ci sono difficoltà di accesso al credito".

Per Sangalli "la grande depressione è stata scongiurata, e la fase più acuta dovrebbe essere alle nostre spalle. Ma la crisi non è conclusa perché resta elevato lo stato di sofferenza dell'economia reale".

Le piccole e medie imprese confermano ancora una volontà la volontà di ricercare una rappresentanza unitaria, anche per riuscire ad affiancarsi sul piano nazionale alla Confindustria come duplice rappresentanza dell'imprenditoria italiana nei confronti del governo e del Parlamento.

E per trovare più facilmente una unità di intenti negano il loro palco al mondo della politica ed hanno invece affidato la presidenza della loro fondazione ed anche la relazione quadro del convegno odierno a Giuseppe De Rita del Censis.