5 maggio 2010 / 11:50 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Occhi Ue su debito, da Italia servono sforzi maggiori

* Debito Italia chiede di rafforzare sforzi consolidamento

* Ue deve prestare maggiore attenzione a debito

* Da Commissione proposta modifica Patto prossima settimana

* Ue proporrà ruolo di semi-auditing per Eurostat

(Riscrive con maggiori dettagli)

BRUXELLES, 5 maggio (Reuters) - L‘alto livello del debito pubblico italiano giustifica un‘accelerazione del processo di aggiustamento dei conti pubblici, anche in vista di un possibile rafforzamento della sorveglianza europea sui livelli di indebitamento degli Stati.

Il monito giunge dal Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, che parla dopo la pubblicazione delle stime di primavera dell‘esecutivo Ue su conti pubblici e crescita dell‘area euro.

“Il debito italiano è così alto che è necessario aumentare e intensificare le attività per il consolidamento dei conti”, ha detto Rehn in risposta a una domanda.

“Mi aspetto che l‘Italia, come altri paesi Ue, intensifichi il lavoro per consolidare le sue finanze pubbliche e stabilizzare il suo elevato livello di debito pubblico”, ha aggiunto.

La Commissione Ue, che la prossima settimana presenterà un documento sul rafforzamento del Patto di Stabilità, intende approfittare del clima favorevole alle riforme creato dal nervosismo dei mercati per la situazione delle finanze pubbliche della zona euro.

“Dobbiamo prestare maggiore attenzione al debito piuttosto che solamente al deficit”, ha esortato Rehn aggiungendo che la proposta che la Commissione presenterà la prossima settimana raccoglierà le preoccupazioni espresse da Francia e Germania.

L‘onda d‘urto generata dalla crisi del debito greco sta mettendo sotto pressione in questi giorni i titoli di Stato di altri paesi ‘non core’ come Spagna Portogallo e la stessa Italia.

“Adesso è il momento di essere audaci perché vediamo un generale supporto da parte degli Stati membri,” ha detto a questo proposito il portavoce della Commissione Amadeu Altafaj, senza dare però dettagli.

Un‘accresciuta sorveglianza comunitaria sul debito, si è limitato a ribadire, è parte della discussione sul Patto, mentre non ha commentato la possibilità di introdurre una procedura di infrazione anche per il debito, così come esiste per il deficit.

Alla domanda se la Commissione differenzierà tra Stati il cui debito è in mano a risparmiatori nazionali piuttosto che a banche estere, Altafaj ha risposto: “non è solo la composizione del debito che garantisce la stabilità, se il debito è troppo alto pone comunque un rischio per stabilità dei conti”.

Prestare attenzione a chi detiene il debito di un Paese rappresenterebbe un punto a favore per l‘Italia che può contare su una forte base di risparmiatori al suo interno.

Le stime pubblicate oggi proiettano un rapporto debito/Pil al 118,2% quest‘anno per l‘Italia e di 118,9% il prossimo. Il governo ha indicato invece nell‘aggiornamento del Programma di Stabilità italiano un debito/Pil di 116,9% quest‘anno e 116,5% il prossimo.

Il portavoce ha chiarito che, nell‘ambito del rafforzamento della sorveglianza sui conti pubblici dei paesi europei, l‘esecutivo Ue “pensa di proporre un ruolo di semi-auditing per Eurostat” che riguardi “non solo i conti nazionali, ma anche quelli delle autorità regionali e locali”.

Un ruolo di auditing per l‘agenzia statistica europea è teso a evitare il ripetersi di incidenti come quello che ha visto protagonista Atene, responsabile di aver ritoccato i numeri relativi ai conti nazionali.

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