Cgil, Epifani a governo: priorità è lavoro,serve piano triennale

mercoledì 5 maggio 2010 14:16
 

ROMA, 5 maggio (Reuters) - La priorità del governo per uscire dalla crisi deve essere il lavoro, per questo è necessario un piano triennale sull'occupazione che porti il tasso di disoccupazione al 7,5% a fine 2013.

Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, aprendo i lavori del XVI congresso del sindacato a Rimini.

Epifani ha poi avvisato che la Cgil può arrivare alla proclamazione di scioperi sulla nuova legge sul lavoro ma allo stesso tempo ha inviato Cisl e Uil, che ormai da tempo non seguono la linea della confederazione di corso Italia su queste iniziative, a evitare "lacerazioni".

"Il lavoro, l'occupazione debbono costituire la priorità delle priorità, il fondamento e l'obiettivo delle politiche industriali, di quelle fiscali e sociali", ha detto Epifani aprendo il suo intervento di fronte alla platea di oltre 1.000 delegati, ai leader di Cisl e Uil, della Confindustria, al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e al leader del Pd, Pierluigi Bersani.

Serve un "piano straordinario triennale per il lavoro e l'occupazione...Una manovra di questa portata, con un terzo di nuova occupazione da creare nel Mezzogiorno e attenta al lavoro delle donne abbasserebbe la percentuale dei tassi reali di disoccupazione dal 10% del quarto trimestre del 2010 al 7,5% del quarto trimestre del 2013", ha detto Epifani spiegando che ciò consentirebbe di creare 150.000 nuovi posti di lavoro, mentre la riconversione verso la green economy produrrebbe in tre anni almeno 70.000 posti di lavoro. Un piano di micro opere infrastrutturali creerebbe altri 150.000 posti, mentre la sospensione per tre anni del blocco del turn over produrrebbe altri 400.000 posti.

Epifani, ringraziando il prsidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver respinto alle Camera il ddl lavoro, ha però detto che per la Cgil anche la nuova forumazione della legge è anticostituzionale ed ha aggiunto: Su arbitrato, scioperi, ammortizzatori, statuto dei lavori "continueremo a mobilitarci, a batterci e a scioperare per evitare soluzioni che riducano i diritti".

Rivolgendosi al ministro dell'Economia Giulio Tremonti - "impegnato in un ruolo non facile in una fase di turbolenze dei mercati finanziari che tornano a muoversi quasi come prima della crisi" - Epifani ha invitato il governo a riflettere sul fatto che sindacato e imprese sono concordi su come risolvere la crisi. A Parma, "la Confindustria ha chiesto al governo di fare di più partendo da un quadro di evoluzione delle dinamiche economiche degli ultimi decenni che portano a una conclusione molto vicina a quella a cui da tempo siamo pervenuti, intorno al tema del declino relativo del nostro sistema industriale".

Infine un appello a Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, presenti in sala: "Proviamo a chiedere a tutti, a partire da noi, di discutere e condividere un percorso che freni la completa lacerazione dei rapporti e dica su quali terreni ricostruire un percorso di lavoro comune".