ITC, imprese/banche tentennano, in vista deadline - Bankitalia

martedì 4 maggio 2010 18:09
 

MILANO, 4 maggio (Reuters) - Stentano a decollare i sistemi di pagamento elettrici e i servizi di rete in Italia, come in altri paesi europei. Tanto che l'Europarlamento sta pensando di porre una deadline, probabilmente nel 2012, i necessari adeguamenti.

Un'indagine sulla diffusione della 'cultura' elettronica è stata fatta dalla Banca d'Italia nel 2008, resa nota stamane, sulla base di dati raccolti del 2007, "anche se il trend oggi non è molto diverso" viene precisato.

Sebbene si veda in Italia "un sentiero di crescita" nell'uso dell'Ict, "il paese è in ritardo nell'adozione delle nuove tecnologie" dice l'indagine della Banca centrale.

Eppure "i guadagni in termini di efficienza con l'attività di rete e in particolare con l'e-commerce e la fatturazione elettronica possono diventare una componente essenziale della strategia per uscire dall'attuale crisi" continua il rapporto della Banca d'Italia.

Gli strumenti che sono già a disposizione sono ancora sottoutilizzati.

"I siti vengono utilizzati prevalentemente come "vetrine" per la vendita virtuale di beni e servizi - dice il rapporto - Mentre resta modesto il tasso di espansione delle attività legate al commercio elettronico, in particolare alle vendite in rete". Metà delle 70.000 imprese interpellate (33.000 dei servizi e 37.000 manifatturiere) fa acquisti in rete, ma solo una su dieci effettua vendite, a conferma dei lenti progressi fatti dal commercio elettronico presso le famiglie.

Parecchi sono i motivi alla base della 'timidezza' nell'adottare l'Itc: la scarsa fiducia all'utilizzo di strumenti di mercato virtuale fuori del loro controllo (lo strumento tecnologico utilizzato in netta prevalenza è il sito del fornitore o il proprio sito), l'esigenza di avere un contatto diretto con il cliente/fornitore, l'insufficiente presenza di controparti in rete e l'incertezza sulla loro identità e affidabilità, dice il rappporto, mentre nell'ambito del convegno di stamane è stato sottolineato come "un ruolo importante è anche giocato dalla consistente estensione del sommerso nell'economia italiana".

Accanto a ciò c'è l'effettiva esigenza, da parte delle imprese, di modificare le infrastrutture informatiche necessarie "e per questo sono in corso contatti tra imprese e banche per trovare il livello di costi sostenibili".

Ma più di tutto può valere porre una sorta di ultimamtum, come è stato fatto con l'adozione del codice IBAN per i bonifici: l'Europarlamento sta valutando se porre una data, il 2012 per esempio, entro cui le imprese si devono adeguare, è detto nell'ambito dell'indagine.

Un capitolo a parte è dedicato al settore pubblico, dove l'indagine da una parte evidenzia l'estrema riluttanza degli enti pubblici del sud ad utilizzare l'Itc e dall'altra come, in generale, invece gli enti più virtuosi siano le Asl e le Regioni.

"L'obbligo di fatturazione elettronica nei confronti delle PA e l'adeguamento agli standard di pagamento potranno essere un'opportunità per avere una maggiore efficienza nella gestione contabile e finanziaria dell'ente" dice il rapporto.