28 aprile 2010 / 16:17 / 7 anni fa

Scudo Quater, attesi rientri pari a 10-15% rispetto a scudo Ter

* Rientri da scudo Quater attesi sotto stime governo

* Asset scudati per importo medio minore

* Rispetto a scudo Ter aumenta quota relativa a immobili

di Elisa Anzolin

MILANO, 28 aprile (Reuters) - Lo scudo Quater, che si concluderà il prossimo 30 aprile, sta producendo risultati nettamente ridotti rispetto all‘edizione dello scorso anno, nell‘ordine del 10-15%. Le operazioni sono state mediamente di taglio più piccolo e tra gli asset scudati sono aumentati gli immobili e le partecipazioni societarie.

E’ questo il quadro tracciato da alcuni intermediari finanziari a due giorni dalla scadenza della seconda finestra dello scudo, che prevedeva una tassazione al 6% per le operazioni effettuate tra il 15 gennaio e il 28 febbraio e una al 7% per quelle da inizio marzo a fine aprile.

A dicembre una fonte ministeriale aveva stimato che con la riapertura di gennaio-aprile si sarebbero sanati capitali per altri 20/30 miliardi, poco oltre il 20-30% rispetto alla prima operazione. Ma le stime degli intermediari sentiti da Reuters per ora fotografano una percentuale mediamente più ridotta. La precedente edizione dello scudo, che prevedeva una tassazione al 5%, aveva prodotto 95 miliardi tra rimpatri e regolarizzazioni.

“I risultati sono nettamente inferiori e si aggirano intorno al 15% rispetto alla prima tranche” spiegano da Deutsche Bank, che con lo scudo Ter aveva registrato rientri per circa 2 miliardi di euro.

Il gruppo Montepaschi (BMPS.MI), al 27 aprile, ha registrato rientri per circa 117.000 euro, contro i precedenti 2,2 miliardi.

Anche Mediolanum MED.MI, che lo scorso anno aveva scudato 600 milioni, stima una forte riduzione nella nuova edizione. Per l‘AD Ennio Doris, che ne ha parlato durante la recente assemblea, i rientri dello scudo quater rappresentano “solo la coda”.

Azimut (AZMT.MI) si attende dalla riapertura dello scudo ulteriori 300 milioni.

“Tra la prima e la seconda tranche ci attendiamo in totale 1,3 miliardi. Nella prima edizione abbiamo realizzato circa 1 miliardo, poi c’è una coda di 300 milioni” spiega Paolo Martini, responsabile del Wealth Management di Azimut.

Anche Ubs Fiduciaria registra un rallentamento.

“Avanti piano. Dovendo sintetizzare con poche parole l‘andamento di questa seconda fase dello scudo Ter, userei questa espressione” dice il presidente di Ubs Fiduciaria Ferruccio Ferri.

Unicredit (CRDI.MI) prevede flussi pari al 10% dello scudo ter, quando aveva invece 4,5 miliardi.

“Nel complesso avremo circa il 10-15% di operazioni rispetto allo scudo Ter, e solo il 10% delle masse gestite (della precedente edizione)” ha spiegato a Reuters negli scorsi giorni l‘AD di Cordusio Fiduciaria Marco Cascino, facendo riferimento ai risultati del gruppo.

Non è stato possibile avere una stima sulla quota dello scudo Quater rispetto alla precedente edizione da parte del gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI).

PIU’ IMMOBILI E PARTECIPAZIONI TRA GLI ASSET SCUDATI

Con la riapertura dello scudo, molti operatori hanno registrato anche un cambiamento nella tipologia di asset scudati.

“Come previsto, lo scudo fiscale Quater si è focalizzato soprattutto sulle operazioni legate a tipologie di rimpatri resi possibili solo a seguito delle circolari pubblicate lo scorso dicembre. Si è trattato quindi prevalentemente di operazioni legate a strutture societarie, immobili e altre tipologie particolari di investimento” spiega un portavoce di Bsi.

“Proprio a causa della limitata tipologia di operazioni, i volumi non sono comparabili con quelli dello scudo Quater e si è trattato prevalentemente di rimpatri giuridici” aggiunge.

Anche tra i capitali scudati da Unicredit tra gennaio e aprile si contano soprattutto partecipazioni in società non quotate e gli immobili hanno un peso rilevante.

“In questa edizione dello scudo, proprio perchè si tratta soprattutto di partecipazioni, poco più del 50% sono rimpatri fisici, mentre circa il 40% sono rimpatri giuridici. Gli immobili coprono una quota di circa il 20% rispetto al totale”, spiega Cascino, parlando dei risultati di Unicredit.

Anche Azimut ha visto aumentare l‘importanza delle partecipazioni societarie e degli immobili.

“Accanto al nostro core business che rimane la liquidità, in questa edizione ci siamo focalizzati soprattutto su immobili e partecipazioni societarie” spiega Martini di Azimut. “In termini di operazioni, il 30-40% è rappresentato da questi asset”.

Per altre banche invece la tipologia non è mutata e la liquidità rappresenta la larghissima parte degli asset scudati.

“Tra l‘80 e l‘85% si tratta di rimpatri effettivi” spiega Deutsche Bank.

“Come nella precedente edizione, la maggior parte delle operazioni hanno riguardato il rimpatrio di liquidità, mentre in misura minore ci sono state regolarizzazioni di immobili”, spiega Banca Fideuram.

Anche per Ubs prevale la liquidità. “In gran parte si tratta di operazioni in coda a quelle fatte con il primo scudo e nel 90% dei casi riguarda ancora una volta asset finanziari”, spiega Ferruccio Ferri, presidente di Ubs Fiduciaria.

OPERAZIONI MEDIAMENTE PIU’ PICCOLE

Quanto al taglio delle operazioni, molti intermediari hanno registrato un calo delle dimensioni.

“Lo scudo quater è caratterizzato, anche a livello di sistema, da operazioni di calibro minore, circa 0,2 milioni di ticket medio” spiega Mps, che nello scudo Ter aveva registrato un taglio medio di 0,6-0,7 milioni.

“Nello scudo Quater le operazioni sono mediamente più piccole, in media di circa 300 mila euro ciascuna, contro la media di 600-700 mila euro dell‘edizione precedente”, spiegava a Reuters Cascino.

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