PUNTO 1-Grecia, nessun Paese a riparo, riforme strutturali-Fini

mercoledì 28 aprile 2010 12:10
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Fini, contesto)

ROMA, 28 aprile (Reuters) - Nessuno può sentirsi al riparo dagli effetti della crisi greca che impone non solo di froteggiare l'emergenza ma di attuare cambiamenti strutturali.

Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso di un intervento a un convegno della Luiss sul rapporto "Generare classe dirigente" e al quale era presente anche il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, più volte indicato come possibile futuro attore della politica italiana.

"Nessun Paese si può sentire al riparo dall'onda lunga della crisi", ha detto Fini. "Bisogna intraprendere con più coraggio la strada delle riforme, non solo la riforma istituzionale, che è un fiume carsico, ma anche riforme di tipo economico e sociale".

Il presidente della Camera, che viene da un clamoroso scontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla linea del Pdl, partito che hanno fondato insieme, sostiene che la classe dirigente politica deve "privilegiare la strategia e non indugiare nella tattica" e invita a "smettere di guardare dallo specchietto retrovisore" e al "consenso immediato".

Prendendo spunto dal rapporto, Fini dice che in Italia, e in altri Paesi, si rileva "esitazione a pensare al dopo crisi, una sorta di vuoto narrativo, che prende le forme del disorientamento e della minimizzazione nella speranza che tutto tornerà come prima".

Ma l'ex leader di Alleanza nazionale, in un implicito riferimento alla politica economica conservativa del governo Berlusconi, avverte che questa speranza "senza interventi strutturali rischia di essere vana".

"Difficilmente riusciremo a competere con gli altri Paesi senza riforme: decremento del carico fiscale, disboscamento della giugnla burocratica, qualità della formazione universitaria", ha elencato Fini senza mancare di sottolineare che "il debito pregresso non ci consente di spendere e spandere, e questo rende ancora più importante fissare le priorità".

"Bisogna riprendere l'abitudine a guardare oltre il contingente e concentrarci in ciò che è davanti a noi anche se interventi di lungo periodo non necessariamente hanno un impatto immediato positivo anche in termini di consenso".