PUNTO 2 - Pensioni, conti in ordine, riforme funzionano - Inps

martedì 27 aprile 2010 16:44
 

(cambia titolo, aggiunge dati a quinto paragrafo)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 27 aprile (Reuters) - Sullo stato di salute della previdenza italiana ormai, almeno in Italia, sembrano tutti d'accordo con Giulio Tremonti - tranne la Banca d'Italia -: le riforme sono state fatte, i conti sono in ordine e la coesione sociale è stata mantenuta.

E' quanto emerge dalla presentazione del rapporto annuale Inps, che nel 2009 ha registrato un avanzo di 7,9 miliardi, alla quale hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta - che ha osannato il lavoro del presidente Antonio Mastrapasqua -, il ministro Sacconi - che ha usato le stesse parole dell'Inps per descrivere lo stato dei conti previdenziali - e il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

"L'anno che ci sta alle spalle è stato probabilmente il peggiore per la storia dell'economia. Registrare un avanzo finanziario positivo nel bilancio dell'Inps è più di un successo. Se poi l'avanzo è di oltre 7 miliardi deve trasferire a tutto il paese una nuova consapevolezza e una rinnovata dose di fiducia", si legge nella relazione che prosegue: "La consapevolezza che il sistema previdenziale del nostro paese ha i conti in ordine. Le riforme che si sono succedute negli ultimi 20 anni stanno progressivamente mettendo in sicurezza il futuro delle pensioni".

"Depurato del peso dell'assistenza, il bilancio previdenziale Inps pesa poco più di 11 punti percentuali su Pil. La sostenibilità è stata sostanzialmente raggiunta", dice la relazione toccando un tema caldo che è quello della incidenza delle pensioni sul reddito nazionale.

La spesa pensionistica Inps complessiva del 2009 ammonta a 173.127 milioni di euro, con un incremento netto, rispetto al 2008, di 5.071 milioni di euro (+3%) ed un'incidenza sul Pil dell'11,32% dal 10,69%.

Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, continua a sostenere che in Italia l'età media di pensionamento vada aumentata significativamente per garantire pensioni adeguate a un numero crescente di pensionati. Secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi nel 2009 l'età media di uscita dal lavoro in Italia è stata di 61,5 anni per gli uomini e 60,5 per le donne.   Continua...