Usa, Greenspan difende ruolo Fed nella crisi finanziaria

mercoledì 7 aprile 2010 19:45
 

WASHINGTON, 7 aprile (Reuters) - L'ex presidente della Fed Usa, Alan Greenspan, ha difeso la sua eredità, oggi profondamente incrinata, davanti alla commissione d'inchiesta governativa incaricata di indagare sulle cause della crisi finanziaria del 2007-2009.

Greenspan, oggi 84 anni, a capo della banca centrale americana per quasi due decenni, ha riconosciuto degli errori fatti ma ha difeso il suo ruolo e le sue politiche rispondendo in modo attento ed accurato alla raffica di domande che gli venivano poste dalla commissione composta da dieci membri e che fino a venerdì chiamerà a testimoniare anche l'ex dirigenza dei gruppi bancari più colpiti dalla crisi come Citigroup (CN.N: Quotazione) e Fannie Mae FNM.N.

Dalle audizioni non sono attese rivelazioni clamorose sulle cause della peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione, ma i lavori della commissione potrebbero avere effetti sul dibattito in corso per la riforma finanziaria, al centro dell'agenda del presidente Barak Obama.

"Abbiamo fatto degli errori? Naturalmente ne abbiamo fatti", ha detto Greenspan.

"I manager delle istituzioni finanziarie, insieme con i regolatori, includendo ma senza limitardi alla Federal Reserve, non sono riusciti a comprendere la dimensione di fondo, la lunghezza e il potenziale impatto" dei rischi di mercato che hanno contribuito alla crisi, ha aggiunto.

Greenspan, accusato di eccessiva fiducia sulla capacità di autoregolamentazione del mercato, ha negato che la Fed abbia alimentato la crescita dei prezzi nel mercato immobiliare attravero tassi di interesse troppo bassi.

E proprio su questo tema ha risposto duramente alle critiche affermando che è stato il Congresso americano a fare pressioni sulla banca centrale per assicurare un flusso di fondi continuo sul mercato immobilare.

"Se la Fed, in quanto regolatore, avesse tentato di contrastare quello che tutti pensavano fosse, con un consenso abbastanza ampio, la giusta direzione verso cui andare, che la proprietà immobiliare stava crescendo e che questo era un bene assoluto, il Congresso ci avrebbe fermato", ha detto.

"C'è una presunzione che la Federal Reserve sia un organismo indipendente, e lo è fino a un certo punto, ma siamo una creatura del Congresso e se [...] avessimo detto che stavamo andando verso una bolla e che avevano bisogni di prendere misure, il Congresso avrebbe detto 'non abbiamo idea di cosa stai parlando'", ha aggiunto.

Greenspan ha anche parlato del ruolo delle agenzie di rating che, continuando a dare alte valutazioni sui crediti strutturati garantiti dai mutui subprime, hanno contribuito a fomentare la crisi.

"I giudizi sviluppati dalle agenzie di rating sono stati un fattore importante a causare i problemi" ha detto.