26 marzo 2010 / 10:26 / 8 anni fa

M&A, controvalore deal +18% in trim1, corre Asia, male Europa

LONDRA/NEW YORK, 26 marzo (Reuters) - L‘attività di fusioni e acquisizioni (M&A) nel primo trimestre di quest‘anno ha raggiunto un controvalore di 520,4 miliardi di dollari, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2009.

E’ quanto emerge dai dati Thomson Reuters.

I protagonisti del mercato del M&A si attendono che l‘attività continui a recuperare terreno, dopo aver toccato i minimi degli ultimi cinque anni nel 2009. Ma avvertono che il miglioramento delle condizioni del credito dovrebbe accompagnarsi ad una ripresa economica, al momento incerta.

“La maggior parte delle persone con le quali parliamo dice: il peggio è alle spalle, ma l‘outlook rimane incerto e per molti l‘impressione è che siamo tuttora alle prese con una caduta lunga e pesante”, spiega Simon Dingemans, managing director M&A Europa di Goldman Sachs.

Goldman si è aggiudicata la palma di banca d‘affari numero uno per l‘attività di M&A, superando Morgan Stanley.

Per quanto riguarda i maggiori deal, al primo posto svetta l‘acquisizione degli asset Vita in Asia di Aig (AIG.N) da parte di Prudential (PRU.L), operazione da 35 miliardi di dollari.

Con deal per 110,6 miliardi di dollari, l‘Asia ha nettamente superato l‘Europa, che ha visto un crollo del 48% dell‘attività come conseguenza dei timori sulla stabilità dell‘area euro, risultato della crisi del debito della Grecia.

Gli Usa hanno registrato operazioni per 190,7 miliardi di dollari.

A livello settoriale, l‘energia ha rappresentato il 20% dell‘attività globale di M&A. L‘operazione di maggiori dimensioni è stata l‘acquisizione di Smith International SII.N da parte di Schlumberger (SLB.N) (11 miliardi di dollari).

La ripresa del mercato, evidenziano i bankers, è conseguenza della disponibilità di finanziamenti, praticamente scomparsi con il credit crunch. Con il debito sono tornati i leveraged buyout.

“Per i compratori giusti, l‘acquisition financing è disponibile”, commenta Jeffrey Kaplan, a capo del M&A globale di Bank of America Merill Lynch.

Il risultato è che i deal che coinvolgono gli operatori di private equity sono balzati del 70%, a 29,1 miliardi di dollari. Bisogna precisare, peraltro, che la base del primo trimestre 2009 era a livelli minimi e che il controvalore delle operazioni di private equity si è più che dimezzato rispetto ai 55,3 miliardi di dollari dell‘ultimo quarter dell‘anno scorso.

I dati sono preliminari e arrivano sino a ieri, 25 marzo.

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