19 marzo 2010 / 09:22 / 8 anni fa

PUNTO 1-Zona euro,più cooperazione,patto esteso a riforme-Draghi

* Servono regole più severe, conservare stabilità data da euro * Mercati chiedono chiarezza su exit strategy per alti deficit * Non pensare a Fme come soluzione per future crisi

BERLINO, 19 marzo (Reuters) - Mario Draghi, governatore di Bankitalia e presidente del Financial stability board, auspica una maggior cooperazione economica tra i Paesi della zona euro e regole di bilancio più severe, cone l‘ampliamento del patto di stabilità alle riforme strutturali, per evitare future crisi finanziarie dopo quella che ha colpito la Grecia.

Draghi, che è membro del consiglio Bce e, insieme al presidente della Bundesbank Axel Weber, tra i candidati alla successione del presidente Jean-Claude Trichet nel 2011, in un‘intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt ha anche escluso che un Fondo monetario europeo (Fme) possa essere la soluzione per affrontare crisi future.

“Nella zona euro ci serve una governance economica più forte che porterà a riforme strutturali coordinate e a una maggior disciplina”, dice Draghi.

“Naturalmente abbiamo bisogno di regole più severe. E’ troppo presto per dire quali saranno, ma la crisi greca dimostra che il nostro sistema deve diventare più resistente”, ha risposto il governatore di Bankitalia, sottolineando di essere sostanzialmente d‘accordo con il ministro delle finanze tedesco, Wolfang Schaeuble che ha proposto l‘istituzione di un Fondo monetario europeo per le emergenze ma anche ipotizzato l‘uscita dei paesi inadempienti dalla moneta unica.

“Con l‘euro abbiamo creato un porto sicuro di stabilità e dobbiamo fare di tutto per conservarlo” e le crepe mostrate dalla crisi greca dicono che questa costruzione stabile deve “essere resa ancora più resistente”.

Draghi individua intanto due priorità per dare risposta al nervosismo dei mercati.

“In primo luogo, abbiamo bisogno di una exit strategy per gli elevati deficit di bilancio che sia chiaramente definita e che venga attuata al momento giusto. Questa è in cima alla lista delle priorità”.

Poi il governatore di Bankitalia indica nel rafforzamento del patto di stabilità e crescita la seconda priorità.

“Dobbiamo ora renderlo più incisivo ed estenderlo all‘area delle riforme strutturarli perché la mancanza di tali riforme è il motivo alla base della mancata crescita di alcuni paesi”.

Nell‘immediato, di fronte a scenari di crisi come quello della Grecia, Draghi dice che serve “un processo chiaro e ben elaborato di identificazione e intervento. In quel caso i mercati metteranno a disposizione tutto il capitale di cui i paesi hanno bisogno”.

Quando ci sarà nuovamente una chiarezza negli interventi e la disponibilità del mercato, “se, a quel punto, riteniamo che vi sia comunque la necessità di disporre di una misura di emergenza per approvvigionarsi di liquidità - come quella proposta dal ministro Schäuble - possiamo discuterne”.

A Draghi viene quindi chiesto se sia a favore della creazione di un Fondo Monetario Europeo.

“Se il processo di monitoraggio ed intervento funziona in modo efficace, in condizioni di mercato normali non avremmo bisogno di un Fme. Non possiamo pensare che questo possa effettivamente risolvere il problema. Non partirei dal finanziamento delle crisi, ma dalla soluzione della crisi”, risponde il governatore di Bankitalia. “Nessuno pensa al Fondo come un meccanismo che può risolvere una crisi. I paesi non devono poter confidare nella disponibilità di un fondo al quale attingere in momenti di difficoltà. Ritengo che nessuno - tantomeno il ministro Schaeuble - intenda concepirlo in questo modo”.

Draghi esclude poi che di fronte alle critiche che hanno investito le agenzie di rating possa essere utile che sia la Bce ad emettere valutazioni sul merito di credito.

“No, non credo che sarebbe giusto. La costituzione di un‘agenzia di rating europea può essere una soluzione se non ci fidiamo delle agenzie statunitensi né delle altre. Ma tale compito non spetterebbe comunque ad una banca centrale”, ha detto Draghi.

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