PUNTO 1 - Italia, Ue vede rischi per target Programma Stabilità

mercoledì 17 marzo 2010 13:12
 

(aggiunge dettagli)

MILANO, 17 marzo (Reuters) - La Commissione europea ritiene a rischio gli obiettivi di riduzione di disavanzo e debito contenuti nel programma di stabilità dell'Italia, perché alla base ci sono ipotesi macroeconomiche favorevoli e mancano dettagli sulla riduzione del deficit prevista per 2011 e 2012. Esiste sempre, inoltre, il rischio di uno sforamento della spesa, si legge nel commento dell'esecutivo Ue all'aggiornamento del programma di Stabilità italiano presentato in gennaio.

Per la Commissione il previsto percorso di rientro del deficit entro il tetto del 3% del Pil rispetta di fondo le richieste avanzate in dicembre dal Consiglio europeo per la correzione del deficit eccessivo. A preoccupare è però la vaghezza delle correzioni sui conti indicate per i prossimi due anni.

A queste misure non meglio specificate è affidata in parte (per 0,4 punti percentuali di Pil nel 2011 e 0,8 punti nel 2012) la discesa del rapporto deficit/Pil dal 5% previsto per quest'anno al 3,9% fissato per il 2011 fino al 2,7% del 2012.

"I risultati di bilancio nel complesso potrebbero risultare peggiori degli obiettivi fissati nel programma", scrivono i tecnici della Commissione, sottolineando le possibili ripercussioni sul debito.

Stando al programma, la traiettoria del debito/Pil dovrebbe segnare un picco nel 2010 a 116,9% per poi tornare a scendere fino a 114,6% nel 2012.

"L'evoluzione del rapporto relativo al debito probabilmente sarà meno favorevole rispetto alle proiezioni del programma, specie dopo il 2010, a causa dei rischi evidenziati al consolidamento dei conti, sommati alla possibilità di una crescita del Pil reale meno positiva di quanto ipotizzato".

Il programma di Stabilità aggiornato vede un'espansione del Pil reale dell'1,1% quest'anno e del 2% tanto nel 2011 che nel 2012.

Per far fronte al basso potenziale di crescita del paese, la Commissione sollecità una "rapida e duratura ripresa della crescita della produttività" da affiancare al consolidamento di bilancio.

Per Bruxelles saranno cruciali inoltre la riforma del processo di bilancio e la gestione del federalismo fiscale.