11 marzo 2010 / 11:00 / 8 anni fa

Eurogruppo vaglierà strumenti Grecia, Italia aperta su Fme-fonti

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Lunedì prossimo i ministri delle Finanze della zona euro vaglieranno diverse ipotesi di sostegno concreto alla Grecia, con l‘obiettivo di dare una risposta alle richieste pressanti di Atene per un sostegno fattuale oltre che politico.

Secondo alcune fonti al corrente dei dossier su cui si sta lavorando per il meeting di lunedì, l‘ipotesi del Fondo di sostegno europeo è tra le opzioni, come pure altre forme di aiuto finanziario, multilaterale o bilaterale, che si potrebbero concretizzare, ad esempio nella concessione ad Atene di garanzie implicite sull‘emissione di nuovo debito.

L‘Italia, a detta di una fonte governativa, guarda con favore “tutti gli strumenti che vanno nella direzione di migliorare il coordinamento europeo, compresa l‘ipotesi di un Fondo monetario europeo” e segue con interesse eventuali ipotesi di finanziamento comune dei sovrani della zona euro sotto l‘ombrello dell‘Uem o dell‘Ue.

IN ARRIVO UN MECCANISMO DI BACK-UP EUROPEO

Lunedì l‘Eurogruppo soppeserà pro e contro delle diverse opzioni cercando un accordo politico sugli strumenti da utilizzare, dopo che Atene ha mostrato buona volontà impegnandosi a misure di rigore aggiuntive per quasi 5 miliardi di euro.

“Sul tavolo dei ministri arriveranno diverse opzioni: sia quella del Fondo monetario europeo sia alternative meno strutturate, che prevedono un intervento di sostegno ad hoc per Atene nel caso di necessità, rimandando ad altri tempi la costituzione di nuove strutture europee”, riferisce un tecnico europeo.

Tra i ministri europei continua ad esserci la preoccupazione di evitare l‘impressione di un salvataggio incondizionato di Atene, ma, d‘altra parte senza l‘annuncio di strumenti concreti di intervento “il pericolo è che il mercato torni a punire la Grecia” spiega la fonte. “La sensazione infatti è che il buon esito dell‘ultima emissione ellenica sia giunto anche grazie all‘aspettativa del mercato che le misure aggiuntive greche avrebbero portato a un sostegno concreto da parte dell‘Ue”.

“Mi aspetto, quindi, che l‘Eurogruppo, sottolineando nuovamente che con le misure aggiuntive Atene ce la può fare da sola, dettagli un meccanismo di back-up europeo da far scattare in caso di emergenza sui mercati”.

PAPANDREOU INCALZA PARLANDO DI FMI COME ALTERNATIVA A UE

Rimane, invece, ipotesi non gradita ai ministri delle Finanze della zona euro, come pure alla Banca centrale europea, quella del ricorso da parte della Grecia al sostegno del Fondo monetario internazionale.

“Le regole del vivere comune che la zona euro si è data potrebbero in qualche modo risultare superate o scavalcate in caso di ricorso al Fondo monetario internazionale” dice una fonte.

In questi mesi di crisi globale sono ricorsi al Fondo alcuni paesi dell‘Unione europea che non appartengono all‘Uem. Secondo i tecnici in alcuni casi sono sorti problemi per preservare la cornice regolamentare dell‘Unione, che non coincide sempre ed esattamente con i dettami e le linee guida dell‘Fmi.

Su questo elemento fa leva il premier George Papandreou che ieri in visita a Washington da un lato si è detto certo che l‘Europa stia lavorando su un meccanismo di supporto se la speculazione sferrasse nuovi colpi contro Atene e dall‘altro ha ribadito che “se l‘Europa non creerà uno strumento per aiutare la Grecia, allora rivolgersi all‘Fmi potrebbe essere l‘alternativa per Atene”.

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