March 10, 2010 / 2:14 PM / 7 years ago

Italia studia indice Cds per le emittenti italiane

6 IN. DI LETTURA

* In corso test banche su una trentina di Cds

* Obiettivo coinvolgimento assicurazioni, fondi, hedge fund

* Possibile per banche alleggerimento in chiave Basilea 3

di Gabriella Bruschi

MILANO, 10 marzo (Reuters) - Si chiamerà probabilmente Main Italy Index, il primo indice costruito con i Cds di emittenti corporate italiane che potrebbe essere avviato a giugno.

Il progetto sul Credit default swap - l'assicurazione pagata dall'investitori per tutelarsi dal caso di fattori avversi sul debito sottostante - è allo studio di un gruppo di lavoro a cui stanno partecipando la Banca d'Italia, l'Abi e le cinque principali banche italiane.

Lo scopo della creazione dell'indice, il primo di questo tipo in Europa e che potrebbe quindi fare da apripista ad altri, è di fornire, su una piattaforma telematica trasparente, uno strumento di copertura efficiente per gli investitori e anche più negoziabile rispetto a un singolo nome.

"L'esigenza di copertura è emersa soprattutto durante la crisi, ora si sta cercando di rendere più efficiente, oltre che conveniente questo settore" dice una fonte bancaria che partecipa ai lavori.

"L'adozione di un indice, peraltro, ha anche una funzione di copertura da fattori avversi relativi al debito, più generali rispetto al solo caso di default, che possono colpire l'economia di un paese e di conseguenza anche i crediti delle banche".

Le banche coinvolte, Banco Popolare BAPO.MI, Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Monte dei Paschi (BMPS.MI), Ubi Banca (UBI.MI) e Unicredit (CRDI.MI), si stanno già esercitando da qualche mese quotando una trentina di Cds delle principali società italiane, in gran parte quotate, ma con spazio anche per grandi gruppi fuori dal listino come Ferrero.

"Abbiamo messo a punto una 'palestra' nella quale ogni banca quota i Cds su emittenti di proprio interesse" dice una delle fonti. "Lo scopo al momento è di testare il grado di percezione che ciascuna banca ha di una certa emittente e trovare quindi un dato medio. L'obbiettivo ultimo è di creare un gruppo che potrebbe arrivare a un centinaio di emittenti che siano rappresentative del Pil italiano" dice una delle fonti.

"Anche la Francia ha portato avanti un suo progetto sui Cds, ma non sembra essere arrivato ancora in una fase operativa" dice una delle fonti.

Mario Draghi, in qualità di presidente del Financial Stability Board, nei giorni scorsi a Basilea ha ribadito, dopo averlo detto nel suo discorso a febbraio, che occorre una migliore trasparenza e una maggiore visibilità nel settore.

Anche in ambito europeo si sta delineando una posizione a favore di una regolamentazione del settore, posizione sintetizzata ieri da Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, che si è soffermato sulla necessità di proibire i Cds puramente speculativi, slegati dal possesso del debito sottostante.

La Banca d'Italia, come sottolineato più volte dallo stesso Draghi, è molto interessata a far sì che questo mercato, al momento solo Otc, diventi regolamentato e quindi più trasparente.

A questo scopo la quadratura del cerchio sarebbe la creazione di una cassa di compensazione e garanzia che amplierebbe le garanzie dei soggetti coinvolti e che potrebbe essere preludio di una controparte unica centralizzata a livello internazionale, auspicata dallo stesso Draghi.

PER SPESSORE MERCATO SI GUARDA AD ASSICURAZIONI, SGR, HEDGE FUND

Il prossimo 24 marzo le banche pilota si incontreranno con l'Abi per fare un primo punto della situazione e dopo Pasqua ci sarà un nuovo incontro con Banca d'Italia.

"Una volta verificato l'effettivo interesse delle banche ad andare avanti nel progetto e il loro impegno a creare mercato, si passerà alle questioni più tecniche" dice una delle fonti. "Già ora oltre a un tavolo più generale ce sono altri due, uno di tipo amministrativo e uno di tipo legale".

Diversi sono i temi di cui discutere.

Per esempio "occorrerà definire i criteri che sono alla base della formazione di un Cds, che potrebbero essere diversi tra banche diverse" dice un'altra fonte. "Uno dei metodi più seguiti è quello di basarsi sulle emissioni obbligazionarie dell'emittente oppure sul suo debito in generale o sulle condizioni economiche di un settore o di un territorio".

Inoltre occorre ampliare la platea di partecipanti per creare una maggiore profondità del mercato.

"Al momento la domanda di copertura è scarsa, occorre far sì che sia l'offerta a creare la domanda" dice una delle fonti.

Si cercano altri soggetti che possano essere interessati oltre alle banche ad usufruire di questo tipo di copertura: assicurazioni, Sgr e fondi interessati soprattutto all'acquisto di protezione ed hedge fund interessati soprattutto alla vendita.

"In questo modo si potrebbe gestire efficacemente la vendita e l'acquisto di copertura" dice un operatore.

Per Banche Indice Cds Importante in Ottica Basilea 3

Ma la questione che forse sta più a cuore alle banche, la cui competenza ricade sulla banca centrale, è la possibilità, con l'acquisto di tale strumento di copertura, di un miglioramento dell'assorbimento patrimoniale.

"E' un tema ancora aperto: sarà compito di Bankitalia, sulla base delle regole di Basilea 3, indicare se, con questi strumenti di copertura, ci potranno essere minori assorbimenti del capitale" dice una delle fonti.

"Più difficile che ci possano essere miglioramenti sul capitale regolamentare" dice un'altra fonte. "Trattandosi dell'utilizzo di una copertura attraverso un indice è più probabile che il miglioramento vada a vantaggio del capitale gestionale, poichè andrebbe a ridurre il rischio di concentrazione" dice un'altra fonte.

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