Islanda, referendum inevitabile su accordo con GB e Olanda

giovedì 4 marzo 2010 18:00
 

REYKJAVIK, 4 marzo (Reuters) - La situazione economica dell'Islanda dovrebbe peggiorare se prevalessero i 'no' al referendum sui termini di rimborso dei debiti, il cosiddetto 'Icesave'.

Il ministro delle Finanze islandese ha detto che il referendum, in programma per sabato 6 marzo, è inevitabile, anche se un nuovo accordo con i creditori britannici e olandesi potrebbe essere raggiunto a breve.

"Il tempo è scaduto", ha spiegato, intervenendo in Parlamento, il ministro Steingrimur Sigfusson. "Tecnicamente, (il referendum) potrebbe essere evitato in qualsiasi momento sino a venerdì notte, ma non ci sono piani in questo senso".

Affossate dalla crisi globale del credito, le banche islandesi collassarono a fine 2008. La ripresa economica è stata zavorrata dal fallimento delle trattative fra l'Islanda e Gran Bretagna e Olanda, desiderose di ottenere il rimborso degli oltre 5 miliardi di dollari pagati ai risparmiatori che avevano depositi nelle banche islandesi.

I tre Paesi avevano raggiunto un compromesso, tradotto in legge dal Parlamento di Reykjavik. Ma il presidente islandese si rifiutò poi di firmare il provvedimento, chiedendo un referendum.

Gli islandesi ritengono che l'attuale accordo sia troppo oneroso. Gran Bretagna e Olanda avevano offerto di rivedere i termini dell'intesa, ma le trattative fra le parti non sono sfociate in un accordo in tempo utile per evitare il referendum.

Il ministro dell'Economia islandese, Gylfi Magnusson, teme che la situazione economica peggiorerà senza una soluzione su Icesave. Il governo di centro-sinistra, al momento, prevede una crescita del 2-3% nel 2010, dopo che l'anno scorso il Pil è caduto del 7%.