26 febbraio 2010 / 12:15 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Fisco indaga su evasione 2.000 italiani per 2 mld

* Paradisi coinvolti sono Svizzera, Liechtenstein, Panama

* Evasione si concentra al Nord

* Per indagati sanzioni pesanti

(Aggiunge contesto e fonte Agenzia entrate)

ROMA, 26 febbraio (Reuters) - L'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza hanno avviato un'indagine nei confronti di oltre 2.000 contribuenti italiani che hanno trasferito all'estero tra il 2007 ed il 2008 più di due miliardi di euro.

"Le persone sotto inchiesta sono fortemente sospettate di aver evaso e trasferito ingenti somme all'estero: pesanti le conseguenze per coloro che non saranno in grado di dimostrare la regolarità delle operazioni scoperte", dice l'Agenzia in una nota.

L'Italia ha subito nel 2009 un calo del Pil di quasi 5 punti percentuali e cerca con la lotta all'evasione di puntellare l'andamento del gettito tributario.

L'accertamento contro gli evasori fiscali fa da contraltare allo scudo fiscale, che permette a chi ha esportato illecitamente capitali all'estero di mettersi in regola con il fisco italiano fino al 30 di aprile.

Al 15 dicembre il condono ha permesso di far emergere 95 miliardi di euro, di cui meno della metà è però fisicamente tornata in Italia. La riapertura dei termini a fine aprile dovrebbe portare alla sanatoria di altri 20 o 30 miliardi, secondo stime non ufficiali del governo.

NEL MIRINO SVIZZERA, LIECHTENSTEIN, SINGAPORE E PANAMA

In Italia il livello dell'evasione fiscale è da sempre considerevolmente alto. Dalle dichiarazioni dei redditi 2008 è emerso che solo l'1% degli italiani dichiara oltre 100 mila euro anche se metà dell'Irpef è a carico del 12% degli italiani. Le statistiche del Tesoro sono ancora più impietose se si tiene conto che il 78% dei redditi deriva da lavoro dipendente e pensioni e solo il 4,2% da lavoro autonomo.

Il nuovo filone di inchiesta rientra nella generale offensiva avviata dai Paesi del G20 contro i Paradisi fiscali. La Germania, ad esempio, si è detta disponibile a comprare da un informatore dati sui cittadini tedeschi che hanno conti all'estero. Anche l'Italia potrebbe valutare l'acquisto di informazioni rubate, se si dovesse presentare l'occasione. Tra i Paesi dove sono stati esportati i soldi una fonte dell'Agenzia delle entrate cita "Svizzera, Liechtenstein, Singapore, Panama e le Isole del Canale".

Proprio la Svizzera ha imbracciato nei mesi scorsi un aspro confronto diplomatico con l'Italia per via dei blitz che la Guardia di finanza ha condotto nelle banche del Canton Ticino.

Tra i motivi di frizione c'è anche lo scudo fiscale, che al momento ha sottratto alle banche svizzere 25 miliardi di depositi.

SANZIONI FINO AL 50% IMPORTI NON DICHIARATI

"La maggior parte dei soggetti sottoposti ad accertamenti sono residenti in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Unica regione virtuosa è la Val D'Aosta", continua l'Agenzia delle entrate nella nota.

Fonti dell'Agenzia aggiungono che le indagini coinvolgono "imprenditori, liberi professionisti ed esponenti del mondo dello spettacolo. L'importo esportato è di almeno 500 mila euro".

L'accertamento deriva dal fatto che le banche intermediarie hanno comunicato all'Anagrafe tributaria l'esportazione di capitale. I contribuenti, tuttavia, non hanno denunciato gli importi nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

Gli italiani sotto indagine rischiano di vedersi contestati diversi reati: dall'omessa dichiarazione alla dichiarazione fraudolenta o infedele. Per la sola violazione delle norme sul monitoraggio fiscale le sanzioni possono arrivare fino al 50% delle somme detenute all'estero e non dichiarate.

Per aiutare gli ispettori del fisco il Governo ha previsto che le attività detenute all'estero e non dichiarate siano considerate ai soli fini fiscali frutto di evasione. Spetta quindi al contribuente dimostrare di essere in regola con il pagamento delle tasse.

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