23 febbraio 2010 / 18:51 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Italia non ha alternative a politica rigore - Tremonti

* Sulla Grecia Italia non ha una propria posizione, si

allineerà a quella Ue

* Nessuna indicazione critica su derivati enti locali

* Contestata distinzione tra rimpatri fisici e giuridici

* Ribadito appoggio a Draghi per la Bce

(accorpa pezzi precedenti, aggiunge dichiarazioni)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 23 febbraio (Reuters) - L'Italia non ha alternative alla politica del rigore e sulla crisi greca non porta avanti una sua proposta, ma è disponibile ad allinearsi a quelle decise in comune a livello Ue.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in un incontro con i giornalisti della stampa estera mentre sui mercati ci si interroga se i Paesi europei metteranno sul piatto un pacchetto di aiuti finanziari a favore della Grecia per fermare la speculazione che spinge al rialzo i tassi pagati da Atene sul debito e per scongiurare un possibile effetto domino sulle altre economie deboli del Sud Europa tra cui l'Italia.

Il responsabile del Tesoro ha anche sottolineato che finora dai dati Bankitalia non risulta alcuna situazione critica sulle operazioni in derivati compiute dagli enti locali italiani e che la prima riforma di cui l'Italia ha bisogno anche per combattere la corruzione è il federalismo fiscale.

Sempre su via Nazionale Tremonti ha contestato la divisione del Servizio Studi tra rimpatri fisici e rimpatri giuridici in tema di capitali illegalmente portati all'estero e sanati grazie allo scudo fiscale: "Dal nostro punto di vista non esiste la distinzione ontologica tra fisico e giuridico [...]. Riteniamo che molti attivi saranno liquidati, ma non possiamo imporlo. Mi riconosco nel comunicato dell'Agenzia delle entrate: le categorie sono solo due regolarizzazione e rimpatrio".

Confermato l'appoggio alla candidatura del governatore Mario Draghi alla presidenza della Bce ma Tremonti ha anche espresso il desiderio di non affrontare più l'argomento per non indebolire l'attuale presidente dell'Eurotower Jean-Claude Trichet: "Mancano 20 mesi: credo sia decisione di grande saggezzza e rispetto non parlare più di questi temi fino a quando non saranno sul tavolo. Confermo quanto detto a Bruxelles" sul fatto che abbiamo un ottimo candidato e sulla necessità di seguire il criterio del merito e non quello politico.

Quanto alle critiche del passato nei confronti del presidente del Financial Stability Board il ministro ha osservato: "L'idea del Fsb è quella di una soft regulation, di una fabbrica di idee che poi vengono adottate su base volontaria. Io credo che la parte politica deve essere più alta. Diciamo la stessa cosa pensando che siano giusti strumenti diversi".

NON RISPONDE A DOMANDA SU RISCHIO DOMINO

"Questa è la tipica domanda a cui non si vorrebbe rispondere", ha detto Tremonti alla giornalista giapponese che chiedeva se l'Italia potrebbe essere il prossimo obiettivo dei mercati essendo uno dei Paesi ricompresi nell'acronimo Pigs o Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che riassume le economie deboli dell'Europa del Sud.

Poi con una punta di malizia: "Mi chiedo se negli acronimi non si possa aggiungere anche la J", con riferimento alla parola inglese per Giappone.

E al collega americano che domandava lumi sulla politica economica e la possibilità di future riduzioni fiscali rispondeva: "Non abbiamo alternative alla politica del rigore e al rispetto dei vincoli europei".

"Se la nostra situazione è meno peggio di quanto ci si poteva aspettare", ha spiegato in quasi due ore di conferenza stampa, è anche "perché il debito cresce per il calo del Pil legato alla crisi internazionale e non per una politica di spesa pubblica e il deficit è meno alto di quello registrato da altri Paesi della zona euro".

Il ministro ha colto l'occasione per ricordare gli altri punti di forza dell'Italia "le cui statistiche non dicono tutto sull'entità del suo benessere".

Nella lista di Tremonti rientra: un sistema pensionistico più stabile che altrove, la mancanza di un eccesso di finanza nelle imprese e nelle banche, lo scarso indebitamento delle famiglie, un saldo tra ricchezza pubblica e privata nella media Ue se non superiore, l'esperienza nella gestione del deficit, la grande coesione sociale e la diffusa presenza di piccole e medie imprese attive in un ampio spettro di attività.

Al giornalista tedesco che chiedeva come somministrare la medicina al malato Italia il ministro ha ribattuto: "Dal marzo di quest'anno (ossia dopo le elezioni Regionali) abbiamo tre anni senza elezioni politiche e penso che faremo le riforme necessarie, ma il nostro sistema delle pensioni è più stabile del vostro".

La riforma delle riforme resta il federalismo fiscale anche per elevare il grado di moralità con la responsabilità fiscale.

Ritornando alla Grecia il ministro ha confermato che l'esposizione del sistema finanziario italiano nei confronti di Atene è "molto contenuta".

Alla domanda se l'Italia sarebbe disponibile a sottoscrivere pro quota un pacchetto di aiuti in favore di Atene, Tremonti si è limitato a rispondere: "La posizione del governo italiano sarà quella dell'Europa. Tutti in Italia hanno chiaro lo scenario. Noi siamo su quella linea europea che crediamo sia quella giusta".

Poi una delle classiche citazioni: "C'è una vecchia frase di Churchill che dice: 'In quell'area si produce più storia di quanto si riesca a consumarne'. La nostra posizione è solo quella europea che speriamo sia la più coordinata. Non c'è una posizione italiana".

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