Derivati Italia,a marzo dati swap 2009,finora impatto entro 3mld

lunedì 22 febbraio 2010 18:37
 

ROMA, 22 febbraio (Reuters) - Il primo marzo Istat diffonderà, oltre ai dati sull'indebitamento netto dell'Italia del 2009, anche l'impatto che le operazioni in derivati del Tesoro italiano hanno avuto sulle casse dell'Erario.

L'Italia utilizza i derivati - in particolare gli swap valutari e su tassi di interesse - come tutti gli altri paesi della zona euro con l'obiettivo di ridurre gli interessi sul debito e limitare il rischio su tassi e cambi.

L'utilizzo di strumenti derivati e di finanza strutturata nel bilancio dello Stato è in queste settimane tornato sotto i riflettori di investitori e istituzioni europee a causa della crisi di bilancio della Grecia. Eurostat ha chiesto la settimana scorsa ad Atene di fornire informazioni in merito ad alcuni swap effettuati tra il 2000 e il 2001 con banche commerciali statunitensi che avrebbero avuto un impatto sul debito greco di circa l'1,6% del Pil. Nel caso della Grecia, il sospetto è che queste operazioni siano servite a occultare la vera situazione contabile dello stato ellenico.

Per quanto riguarda l'Italia, analizzando i dati pubblicati da Istat, Reuters ha ricostruito a partire dal 1998 l'effetto che gli swap hanno avuto sull'indebitamento netto del paese. L'impatto annuo non ha in questi anni superato i 3 miliardi e ha permesso all'Italia di ridurre gli interessi sul debito fino al 2006. Negli ultimi due anni invece il saldo è diventato negativo.

L'effetto maggiore lo si è avuto nel 1998, quando l'Italia, grazie agli swap, ha potuto ridurre gli interessi passivi di circa 3 miliardi. Nel 2002 il beneficio per l'Erario è stato di quasi 2 miliardi e nel 2005 di poco più di un miliardo. Negli anni che restano, tendenzialmente gli swap hanno inciso per poche centinaia di milioni.

Negli ultimi due anni, come si diceva, si nota un'inversione di tendenza. Nel 2007 l'Italia ha pagato alle controparti 337 milioni in più di quanto abbia da loro incassato. L'effetto negativo sul 2008 è lievemente cresciuto e si è attestato a 392 milioni.

Il Tesoro non ha mai chiarito a quanto ammonta il debito complessivo (nozionale) su cui sono stati montati i contratti.

Per avere un'idea dell'utilizzo di cartolarizzazioni e swap nel bilancio pubblico italiano il lettore può leggere una scheda facendo doppio clic su [LDE61L1NL].