Monetario, rientrano prestiti, anomalia spiegata con taglio p/t

giovedì 18 febbraio 2010 12:53
 

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - Si è concluso senza grandi preoccupazioni il ritorno delle richieste di prestiti in banca centrale alla normalità, a quota 52 milioni, dopo i livelli molto alti di oltre una settimana, nonostante il tasso all'1,75%.

Una situazione strettamente monitorata in quanto potrebbe rivelarsi un segno procursore dei prossimi sviluppi dell'interbancario.

Giovedì scorso, quando non sono state rinnovate operazioni a 3 e 6 mesi per complessivi 22,7 miliardi - una delle prime forme di exit strategy della Bce - le banche della zona euro si sono trovate con molto collaterale in tasca impossibile da impiegare subito in cambio di fondi.

Hanno così dovuto aspettare il pronti contro termine di martedì, regolato ieri, per fare nuova incetta di capitale. Nel frattempo, spiega un operatore, sono stati costretti a ricorrere ai prestiti della Banca centrale europea. "Non ci sono stati problemi perché i fondi mancanti sono stati presi in banca centrale", commenta un tesoriere. "Bisogna vedere però che cosa succederà quando andranno in scadenza senza essere rinnovati gli importi dei p/t a un anno".

Per il più massiccio, quello di giugno da oltre 440 miliardi, il tesoriere ipotizza che la Bce ricorrerà a un fine-tuning di sei giorni e che i fondi verranno poi ripartiti sui rifinanziamenti a una settimana.

"Siamo come un malato sulla strada della guarigione che ha però ancora bisogno di tempo...", dice.

Per il resto il mercato si mantiene liquido, con tassi schiacciati su quelli dei depositi: overnight tra 0,25 e 0,30%, Eonia a 0,322%, differenziale tra Euribor a 3 mesi (fissato questa mattina al minimo storico a 0,660%) e Eonia swap a tre mesi (a 0,358%) a 30,2.

Sulla curva Euribor la scadenza a giugno FEIM0 è a 99,165 (+0,015), settembre FEIU0 a 98,965 (+0,005).

Altri dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.