Derivati, enti locali pensano class action contro banche-C.Conti

mercoledì 17 febbraio 2010 12:07
 

ROMA, 17 febbraio (Reuters) - Alcuni piccoli enti locali valutano la possibilitù di una class action contro le banca a causa di un uso improprio dei derivati.

Lo rileva la Corte dei Conti precisando che molti enti hanno fatto ricorso ai derivati per ottenere liquidità per le spese correnti, ma hanno così incrementato l'indebitamento delle amministrazioni.

"In assenza di regole precise il ricorso ai derivati si è andato gradualmente diffondendo presso gli enti locali" fino ad arrivare a un "uso distorto" degli stessi derivati con "l'avvio di talune azioni giudiziarie nei confronti delle banche da parte, in particolare, dei piccoli enti locali che meditano di formare una sorta di class action del territorio", ha detto il procuratore generale della Corte dei Conti Mario Ristuccia intervenendo alla Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile.

Il presidente Tullio Lazzaro, nella sua Relazione, ha anche preciato come "molti enti hanno usato tale modalità di ristrutturazione per ottenere liquidità immediata per spese correnti, lasciando forme di indebitamento sempre più onerose alle amministrazioni successive e alle generazioni future".

Inoltre nel 2007 "risultano segnalati diversi casi di errata allocazione di poste contabili relative agli upfront delle operazioni in strumenti di finanza derivata con riguardo alla destinazione dei fondi incassati. Sotto tale profilo il corrispettivo versato al Comune al momento della conclusione dell'operazione di swap per compensare l'iniziale valore negativo del contratto (upfront) è entrata straordinaria da allocare corretamente al titolo IV (e non al titolo III) in quanto è relativo alla rimodulazione del debito precedentemente contratto per l'investimento".

Ristuccia ha poi ricordato che "anche nella Regione Lazio sono stati portati all'attenzione della competente Procura regionale della Corte dei Conti profili di criticità dei contratti aventi a oggetto derivati stipulai in passato da organi comunali nonché da enti pubblici e sono state emesse citazioni nei confronti degli amministratori interessati. Va al riguardo segnalato - ha continuato il Pg - che in esito alla citazione di maggior rilievo concernente un asserito danno finanziario di oltre 76,89 milioni di euro che si assume cagionato in via principale e/o sussidiaria da funzionari delle Poste Italiane Spa in merito all'utilizzo improprio di derivati finanziari ad alto rischio per finalità estranee a quelle di copertura, la competente Sezione giurisdizionale Lazio ha emesso una sentenza parziale". Una sentenza con la quale la Corte non è però ancora entrata nel merito della vicenda.