15 febbraio 2010 / 17:37 / tra 8 anni

SINTESI - Grecia sotto pressione a Bruxelles, focus su derivati

(riscrive accorpando pezzi e aggiungendo background)

BRUXELLES, 15 febbraio (Reuters) - Dopo le mezze rassicurazioni giunte giovedì scorso dai partner europei, la Grecia è tornata oggi nuovamente sotto pressione in occasione della riunione del ministri delle Finanze della zona euro.

A rinfocolare i timori sul bilancio ellenico sono state, tra le altre cose, indiscrezioni stampa su un utilizzo disinvolto dei contratti derivati da parte di Atene per contenere debito e deficit.

Secondo il neo commissario Ue per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, la situazione di Atene richiede ormai chiaramente che il paese adotti ulteriori misure fiscali.

“I rischi legati alla realizzazione del risanamento dei conti e al contesto macroeconomico e di mercato si stanno materializzando”, ha dichiarato Rehn.

Più cauto il presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker, secondo il quale la Grecia deve dimostrare di essere in grado di tagliare il proprio disavanzo di bilancio di quattro punti percentuali quest‘anno - a 8,7% da 12,7% del Pil - come promesso nel programma di stabilità. Se non ci riuscisse allora l‘Europa potrebbe imporre altre misure alla Grecia, ha affermato Juncker, rimandando una decisione su eventuali misure addizionali al primo rapporto sul risanamento di bilancio che il governo ellenico presenterà a metà marzo.

La spagola Elena Salgado, ministro delle Finanze e presidente di turno dell‘Eurogruppo, ha detto che la necessità di misure aggiuntive sarà discussa domani all‘Ecofin.

GRECIA SULLA GRATICOLA PER INDISCREZIONI SU DERIVATI

Il ministro delle Finanze greco ha sollecitato, però, i partner a non chiedere al governo uno sforzo eccessivo e troppo veloce, dal momento che la crisi economica ha provocato proteste sociali nella repubblica ellenica.

”Stiamo cercando di cambiare il corso del Titanic, non può essere fatto in un giorno“ ha detto Papaconstantinou prima dell‘inizio della riunione dei ministri della zona euro. Se saranno necessarie misure supplementari, le prenderemo. Oggi è la Grecia, domani potrebbe toccare a un altro paese. Ogni paese europeo può diventare preda delle forze della speculazione” ha aggiunto.

La Grecia è il primo Paese dell‘euro che, in undici anni di storia, ha richiesto una dichiarazione di sostegno politico dall‘Unione europea per far fronte a una crescente pressione dei mercati finanziari.

Giovedì scorso i capi di stato europei hanno detto di essere pronti ad agire in modo “determinato e coordinato” per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro, se fosse necessario.

Condizionato anche dalle incertezze di Atene, l‘euro rimane attorno a 1,36 dollari, mentre il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato greci e i Bund decennali oscilla in area 300 punti base da 275 pb di giovedì sera.

A pesare sia sui mercati sia nel dibattito politico a favore di un sostegno concreto dell‘Ue per Atene sono stati oggi diversi articoli su quotidiani statunitensi e tedeschi.

Secondo quanto riportato dal New York Times, una banca d‘affari statunitense avrebbe stipulato contratti in base al quale Atene cedeva gli introiti futuri derivanti dalla vendita di biglietti delle lotterie e dalle tasse aeroportuali in cambio di liquidità per ridurre il proprio disavanzo.

Un portavoce della Commissione ha annunciato stamane che è stato chiesto ad Atene di spiegare queste indiscrezioni stampa.

“Voglio affermare che Eurostat non era al corrente di queste operazioni” ha detto il portavoce della Commissione. “Ma posso dirvi che Eurostat, a seguito di queste indiscrezioni, ha già chiesto alle autorità greche una spiegazione entro la fine di febbraio”.

“I derivati di cui parlano i giornali erano legali ai tempi e la Grecia non è stata l‘unica ad utilizzarli” ha ribattuto Papaconstantinou. “Queste operazioni finanziarie esotiche erano totalmente legali. Poi sono state proibite e da allora la Grecia non se ne è più servita”.

E’ possibile che l‘Eurogruppo passi la patata bollente di Atene all‘Ecofin di domani, come ipotizzato da Salgado, per concentrarsi sulla nomina del candidato alla vice presidenza della Banca centrale europea. Secondo diverse fonti della zona euro Vitor Constancio dovrebbe uscire vincitore dalla riunione di stasera.

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