13 febbraio 2010 / 14:28 / 8 anni fa

PUNTO 1- Euro saldo, ma serve governo economico Ue forte -Draghi

di Luca Trogni

NAPOLI, 13 febbraio (Reuters) - L‘euro è saldo, ma di fronte alla crisi e ai pericoli di instabilità finanziaria occorre nell‘Unione europea una volontà comune per un governo economico continentale.

Per la chiusura del suo intervento dal congresso Aiaf, Assiom Forex il governatore di Bankitalia Mario Draghi sceglie - per la prima volta da quando è a capo della banca centrale - un messaggio di carattere europeo e non italiano.

RIFORME MERITANO STESSA ATTENZIONE DATA A DEFICIT

Le indicazioni del presidente del Fsb, visto da molti come autorevole candidato per la presidenza della Banca centrale europea nel 2011, sono chiare: bisogna estendere alle strutture economiche, e alle riforme di cui necessitano, la stessa attenzione dedicata in Europa in passato ai bilanci pubblici.

Draghi ricorda che già dieci anni fa, con l‘arrivo dell‘euro, ”si levarono voci a richiedere anche un più forte governo economico dell‘Unione“, ma, a fianco dell‘entusiasmo per l‘euro, si palesò ”l‘impegno a resistere a ogni ulteriore integrazione.

L‘invito all‘unità giunge a ridosso della dichiarazione d‘intenti dei leader europei di disponibiità a sostenere la Grecia senza però alcun precisazione dei dettagli. Su questo tema per Draghi “è comunque importante che i paesi dell‘area dell‘euro abbiano espresso la volontà di intraprendere, qualora la situazione lo renda necessario, azioni decise e coordinate per garantire la stabilità finanziaria dell‘euro”.

SE GRECIA ATTUERA’ RISANAMENTO, MERCATI COMPRERANNO TITOLI

La situazione critica della Grecia è oggi un tema ineludibile: “se il governo greco attuerà il risanamento di bilancio con determinazione, con la puntuale verifica da parte della Commissione europea e della Bce, saranno gli stessi mercati a sottoscrivere i titoli che verranno in scadenza” commenta il governatore di Bankitalia, richiamando il ruolo delle istituzioni continentali.

La situazione della circolazione della liquidità rimane critica se il governatore, parlando a braccio rispetto al testo, ricorda che qualche intermediario - nessuno italiano - ha problemi nella domanda di provvista nonostante gli abbondantissimi fondi in circolazione.

Agli operatori che lo ascoltano Draghi ricorda che il quadro macroeconomico è ancora difficile. “Il ritorno alla crescita è ancora difficile, segnatamente nell‘area dell‘euro. L‘occupazione tarda a riprendersi. Le condizioni del credito alle piccole e medie imprese, tuttora stringenti, frenano la ripresa” fa notare.

Sui conti pubblici di molti paesi, poi “peseranno in misura crescente nei prossimi anni le spese connesse con l‘invecchiamento della popolazione e con il cambiamento climatico”.

LIVELLO TASSI ADEGUATO, NON EMERGONO RISCHI INFLAZIONE

Serve quindi una indicazione tempestiva e credibile delle vie per correggere le tendenze del debito pubblico e ridurne il costo. Viceversa aumenti dei tassi di interesse a lungo termine si rifletterebbero sull‘economia reale, con possibili ripercussioni sul bilanci delle banche e la rimessa in discussione del rafforzamento del sistema finanziario.

Nella congiuntura attuale il livello dei tassi di interesse della zona euro rimane adeguato né emergono rischi di inflazione nel medio termine.

A breve il cammino della Bce sembra segnato: consiste nel graduale abbandono delle misure straordinarie di sostegno alla liquidità, spiega Draghi, con tempi che non ostacolino la ripresa, nè all‘opposto mettano a rischio la stabilità dei prezzi.

In parallelo Draghi chiede uno sforzo ai decisori in materia di politica economica: “appare fin da ora necessaria una normalizzazione delle politiche di bilancio con il disegno di itinerari chiari in uscita”.

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