S&P, downgrade trend dominante per paesi zona euro sud da 2004

martedì 9 febbraio 2010 19:00
 

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - Standard & Poor's ha detto oggi di credere ancora che essere membri dell'Unione monetaria dia sostegno al merito di credito sovrano.

In un rapporto che offre una panoramica storica dei trend dei rating sovrani dei paesi meridionali dell'Uem, l'agenzia illustra le sue azioni negative su diversi stati membri, evidenziando al contempo i benefici di far parte della zona euro, come costi di rifinanziamento più a buon mercato e protezione dalle crisi di bilance di pagamento.

"Le nostre azioni sul rating nell'ambito della zona euro dal 2004 sono state prevalentemente negative, a riflesso del deterioramento di lunga durata della competitività di questi paesi e dell'indebolimento delle posizioni di bilancio sottostanti", ha detto l'analista di Standard & Poor's Moritz Kraemer.

Il trend precedentemente positivo per gli stati sovrani ha virato in negativo nel gennaio del 2003, quando S&P ha rivisto al ribasso il suo outlook sull'Italia a 'negativo' da 'stabile'. A questo episodio ha fatto seguito il primo downgrade nella storia di un paese della zona euro nel luglio del 2004.

A seguire, il taglio del rating di Grecia e Portogallo e poi un altro taglio all'Italia nell'ottobre del 2006.

"Attualmente non abbiamo outlook positivo su alcuno dei membri iniziali dell'Uem (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna), e in realtà non ne abbiamo fin dal 2004", si legge nel rapporto.

"La prevalenza di outlook negativi per i paesi sovrani della zona euro indica che dal nostro punto di vista i rischi per i rating si manterranno saldamente verso il basso durante il 2010, ampliando un trend negativo che è iniziato durante la metà del decennio passato, quando ha avuto luogo la prima ondata di downgrade sovrani", dice Kraemer.