Cdp pronta a offrire garanzie Brebemi,manca piano finanziario-AD

martedì 9 febbraio 2010 19:22
 

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - La Cassa depositi e prestiti è disponibile a offrire la propria garanzia, attraverso il Fondo garanzia per le opere pubbliche (Fgop), per i finanziamenti della nuova autostrada Brescia-Bergamo Milano (Brebemi), ma non ha ancora ricevuto un piano di sostenibilità finanziaria dell'opera sebbene sia stata sollecitata più volte a fornire fondi e supporto.

La denuncia senza mezzi termini arriva da Massimo Varazzani, amministratore delegato della Cdp, che oggi ha partecipato a un comvegno milanese sulle infrastrutture in Lombardia.

Tra gli altri strumenti "abbiamo anche il Fondo garanzia di per le opere pubbliche che ha una consistenza iniziale di 2 miliardi, alimentati dal risparmio postale, per prestare garanzie in favore di soggetti coinvolti in opere a interesse pubblico" ha detto Varazzani, spiegando le attività della Cassa.

"Io non ho ancora piano finanziario della Brebemi... la garanzia la daremo, ma non abbiamo il piano... forse ce lo portano domani", ha detto, sollevando imbarazzo tra gli altri relatori.

"Ben volentieri daremo garanzie per Brebemi e Pedemontana, ma ci devono essere condizioni: il merito di credito, la sostenibilità finanziaria e l'ammissibilità [al fondo per le opere pubbliche]", ha detto Varazzani all'edizione 2010 della Mobility conference organizzata da Assolombarda. "Il piano finanziario non c'è ancora".

"Noi possiamo garantire il valore di subentro... le banche si scordino che noi mettiamo la garanzia sulle liti... che facciano vedere che si prendono rischio [dell'opera che finanziano]", ha aggiunto.

A Guido Asperti, vice presidente di territorio e infrastrutture di Assolombarda che reggeva le fila degli interventi, non è rimasto altro che dire di "provare dispiacere nell'apprendere che la Brebemi non abbia ancora fatto arrivare il suo piano finanziario alla Cdp".

Varazzani ha poi infilato un'altra stoccata, questa volta alle imprese, dicendo che la Cassa i soldi per concedere credito ce li ha - la liquidità supera i 110 miliardi di euro - ma le richieste non arrivano. E questo collo di bottiglia non sarà eliminato da strumenti di finanziamento innovativi.

"Cosa dobbiamo inventare? non stiamo già emettendo buoni postali? Non c'è bisogno di strumenti innovativi [per finanziare le opere pubbliche".