Cdp, progetti sono varati da Cda,tutto resto inventato-Varazzani

martedì 9 febbraio 2010 18:47
 

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - I veri progetti a cui lavora la Cassa depositi e prestiti sono quelli che passano attraverso il Consiglio di amministrazione, mentre sono prive di ogni fondamento le speculazioni sul coinvolgimento della Cdp in piani di investimento di cui si legge sulla stampa.

Lo ha detto l'AD della Cassa, Massimo Varazzani, intervenendo a un convegno milanese sugli investimenti in infrastrutture in Lombardia.

Ribadendo con forza che la Cdp è custode del risparmio postale e che può utilizzare l'ampia liquidità di cui dispone solo sotto determinate condizioni, la prima delle quali è la sostenibilità finanziaria del progetto, Varazzani non ha voluto commentare riguardo alla veridicità delle speculazioni su un possibile coninvolgimento finanziario della Cassa in Telco, la holding azionista di riferimento di Telecom Italia (TLIT.MI: Quotazione).

"I progetti che facciamo sono quelli che vanno in Cda, il resto, le cose che si leggono, sono balle! Cose inventate", ha detto Varazzani, ripetendo poi che si tratta di "scemenze".

"Ho già detto abbastanza, non aggiungo niente", ha detto, poi, a una domanda specifica sulla Cdp e Telco. Venerdì un quotidiano ipotizzava che la Cdp potesse diventare un nuovo socio della holding che è il primo azionista di Telecom.

Al presidente della società Milano-Serravalle-Milano che aveva indicato la Cassa come la Provvidenza, a cui chiedere i contributi che non arrivano più dallo Stato, Varazzani ha risposto seccamente.

"La Cdp raccoglie il risparmio postale di 25 milioni di italiani. Io sono a difesa di questo risparmio e quindi io voglio ridare indietro tutti i soldi del risparmio postale: in conto capitale e in conto interessi. Queste sono risorse privatissime e non risorse pubbliche".

"Dal tempo dei convegni bisogna passare al tempo degli assegni, ma gli assegni devono tornare indietro. Se qualcuno vuole attentare al risparmio postale si faccia avanti, io non ci sto", ha ribadito, spiegando che per erogare finanziamenti utilizzando risorse raccolte con il risparmio postale la Cdp deve rispettare tre condizioni: valutare il merito di credito di progetto o ente finanziato, essere certi della sostenibilità finanziaria del piano, riconoscere l'interesse pubblico dell'opera finanziata.