Infrastrutture, polemica Matteoli/Marcegaglia su investimenti

lunedì 8 febbraio 2010 15:35
 

ROMA/MILANO, 8 febbraio (Reuters) - E' polemica tra la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ed il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli sugli investimenti in infrastrutture messi in campo dal governo.

Per la Marcegaglia gli investimenti stanno calando mentre burocrazia ed i "comitati del no" bloccano le opere. Il ministro Matteoli la accusa duramente di "avere visto un altro film" e rivendica l'azione di governo ed i cantieri che "continueranno ad aprirsi".

"Il problema è che dal 2005 a oggi gli investimenti in infrastrutture nel nostro paese sono calati. Abbiamo bisogno di una dotazione finanziaria pubblica sulle infrastrutture maggiore, anche se il governo qualcosa ha fatto", ha detto la Marcegaglia a margine della Mobility conference organizzata dall'Assolombarda e dalla Camera di commercio a Milano.

"Abbiamo bisogno anche di cambiare la burocrazia e le modalità di decisione e di gestione del consenso per quanto riguarda le infrastrutture", ha aggiunto.

Secondo la presidente degli industriali, "ancora oggi opere fondamentali come il corridoio cinque sono bloccate dai comitati del no. Oggi io porto delle proposte di Confindustria per accelerare le decisioni sulle infrastrutture, per esempio un utilizzo maggiore dei commissari straordinari - con poteri realmente speciali - e un meccanismo di gestione del consenso come hanno gli altri paesi dove si discute, si ragiona, ma poi, entro una certa data bisogna prendere una decisione".

Quindi da parte del governo "serve e va fatta soprattutto una grande semplificazione".

Rispondendo a queste affermazioni, Matteoli in una nota dice che "si può fare di più e di meglio e ci proveremo, ma ho la sensazione che la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, abbia visto un altro film".

Matteoli, rispondendo poi sulla burocratizzazione, aggiunge che "questo governo ha avviato con successo la semplificazione delle procedure amministrative velocizzando la realizzazione delle opere pubbliche. Ha coinvolto, con altrettanto successo, i privati agevolando l'utilizzo del project financing, facendo così ripartire la macchina delle infrastrutture inceppata dopo due anni di stasi politica. Ora le grandi, medie e piccole opere sono partite ed altri cantieri continueranno ad aprirsi. Così come, è il caso della Torino-Lione, abbiamo fatto passi in avanti coinvolgendo i territori e le popolazioni nel processo decisionale per evitare blocchi a causa dei dissidenti ideologizzati. Dove è stato necessario abbiamo nominato i commissari straordinari. Poi è ovvio che si possa fare di più - conclude Matteoli - e ci proveremo".