Periferici, volatilità nel 2010, Italia caso a parte - Unicredit

venerdì 5 febbraio 2010 15:33
 

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - La volatilità e le tensioni nel mercato dei governativi della zona euro potrebbero "facilmente" diventare una costante lungo tutto il 2010. Lo prevede Unicredit in un approfondimento appena pubblicato sui titoli di Stato europei.

Secondo gli esperti della banca, tuttavia, l'Italia rappresenta ormai un caso a sè, in positivo, nell'ambito dei cosidetti paesi periferici dell'unione monetaria.

La combinazione di elevato risparmio privato e gestione prudente dei conti pubblici durante la recessione, sostiene Unicredit, ha messo l'Italia in una "posizione significativamente più forte", proteggendo i suoi titoli di debito dal rischio di un contagio dalla Grecia.

In un contesto di crisi di fiducia così profonda e con il rischio concreto di un aggravamento dei timori sulla sostenibilità del debito, si legge nello studio, l'attenzione del mercato si sta spostando su quei paesi dell'area euro che potrebbero nel breve termine diventare il nuovo caso Grecia.

Questa la graduatoria del rischio, secondo Unicredit: Portogallo, Spagna e Irlanda, in ordine decrescente. Gli ingredienti del problema, spiegano gli esperti della banca, sono il peggioramento della raccolta fiscale dei governi, l'eccessiva dipendenza dal flusso di capitali esteri e la bassa competitività.

Per capire se la situazione attuale di tali paesi evolverà verso una crisi più ampia, afferma Unicredit, sarà fondamentale seguire la dinamica di alcuni fattori. Prima di tutto i livelli di crescita, da cui dipende direttamente la possibilità di aggiustare i conti pubblici. Poi le variabili fiscali: debito, disavanzo ma anche tempi e dimensione delle necessità di rifinanziamento. I rating invece, conclude la banca, per quanto importanti per l'accesso alle operazioni di rifinanziamento della Bce, non saranno un fattore di primaria importanza.