Italia, federalismo demaniale impoverisce lo Stato - Lavoce.info

martedì 2 febbraio 2010 17:34
 

MILANO, 2 febbraio (Reuters) - La bozza di decreto legislativo sul "federalismo demaniale", varata a dicembre dal Consiglio dei ministri, prevede la cessione di beni statali agli enti territoriali sulla base di "criteri di pura profittabilità", lasciando "allo Stato i beni di minor valore commerciale".

E' questa l'opinione di Alberto Zanardi, docente di Scienze delle finanze presso l'Università di Bologna, che sulla Lavoce.info analizza il decreto, criticando in particolare le procedure di selezione dei beni demaniali da devolvere.

Secondo lo schema previsto dal decreto, lo Stato deve stilare una lista di beni attribuili agli enti decentrati. Per Zanardi già qui sorge un primo problema: non è infatti chiaro come saranno identificati questi beni, se attraverso la selezione sulla base di principi generali o se facendovi confluire tutti i beni inclusi in determinate categorie.

Una volta definite queste liste, il decreto prevede che siano gli enti decentrati a scegliere quali beni acquisire. Per ogni bene, agli enti saranno ridotti i trasferimenti statali "nella misura pari ai mancanti introiti sofferti dallo Stato a causa della cessione".

Per Zanardi questo implica che gli enti sceglielgano quei beni con "più solide prospettive di valorizzazione in termini reddittuali", lasciando allo stato gli immobili che "possono con maggiore difficoltà essere messi a reddito".

Un secondo problema è che gli enti territoriali sarebbero spinti a cercare di acquisire immobili che possono risultare attraenti per una loro futura "alienazione sul mercato" e non perchè attinenti alle loro peculiari funzioni.

Per il professore il risultato è quindi un federalismo fiscale "a la carte", che lascerebbe allo Stato i beni di minor valore.

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