Evasione, Agenzia entrate non esclude ipotesi acquisto dati

lunedì 1 febbraio 2010 16:27
 

ROMA, 1 febbraio (Reuters) - Analogamente a quanto avviene in Germania, l'Agenzia delle entrate non esclude a priori l'ipotesi di comprare da informatori dati sui conti bancari posseduti all'estero da contribuenti italiani.

Lo riferisce a Reuters una fonte dell'Agenzia, precisando però che finora mai nessuno si è presentato con una simile offerta.

In una notizia del fine settimana, in Germania un informatore si è proposto di vendere al ministero delle Finanze per 2,5 milioni di euro informazioni sui conti bancari posseduti in Svizzera da 1.500 contribuenti tedeschi. La Germania sta valutando seriamente l'acquisto perché ritiene di poter ricavare dalle operazioni di accertamento fino a 100 milioni di euro.

"Finora non è mai capitato. Se qualcuno dovesse proporsi di vendere informazioni dovremo valutare. Capire soprattutto se il sistema normativo italiano lo consente", riferisce la fonte. "Noi non vogliamo dire di no, bisogna vedere però se il nostro sistema fiscale e penale prevede che queste informazioni si possano acquistare", ha aggiunto. Più semplice il caso in cui la Germania, dopo aver acquistato i dati, girasse al fisco italiano i nomi dei contribuenti italiani inclusi nell'elenco.

"Nel caso in cui i tedeschi dovessero comprare, ci fossero nomi di cittadini italiani e ce li fornissero, certamente li useremmo", spiega la fonte.

Qualcosa di analogo è già accaduto. A inizio 2008 un ex dipendente della banca del Liechtenstein Lgt Group, Heinrich Kieber, riuscì a vendere alla Germania un elenco sui conti detenuti da diverse centinaia di cittadini europei nel Principato. I tedeschi trasmisero ai colleghi europei i dati di loro competenza e anche l'Italia ricevette una lista di nomi.

Il ricorso a dati rubati per colpire gli evasori ha anche il via libera dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

"Quello su cui non possiamo soprassedere sono i contribuenti che non rispettano i loro doveri", ha detto il 19 gennaio Jeffrey Owens, capo della divisione fiscale presso l'Ocse, a chi chiedeva se fosse favorevole all'acquisto di dati da informatori, anche se rubati, ribadendo che la priorità dell'impegno del fisco è combattere l'evasione.