29 gennaio 2010 / 16:41 / tra 8 anni

Grecia, salvataggio Ue solo discussione informale - fonte Uem

BRUXELLES, 29 gennaio (Reuters) - La strategia dell‘Unione europea nei confronti di Atene prevede di continuare a fare pesanti pressioni per indurre alla correzione del disavanzo e non esiste una discussione formale né alcun preparativo da parte di alcuna istituzione europea di aiuto finanziario alla Grecia.

Lo riferisce un alto funzionario della zona auro.

Potrebbero comunque avvenire discussioni informali, precisa a condizione di mantenere l‘anonimato la fonte molto vicina ai dossier politici della zona euro, tra funzionari in alcune capitali europee su come comportarsi nella peggiore delle ipotesi.

“Posso garantire che a livello istituzionale l‘Unione europea non sta predisponendo alcuna misura” spiega.

“L‘Eurogruppo non ha discusso di salvataggio, sostegno o niente di simile né a livello di riunione dei sedici ministri finanziari Uem né allo stadio di incontri preparatori degli sherpa” aggiunge.

“Se una discussione è in corso si tratta di un livello informale e di natura più che altro teorica, dal momento che conosciamo tutti molto bene cosa afferma il Trattato”.

Secondo il Trattato alla base dell‘Unione europea il salvataggio di un paese membro è espressamente vietato da parte sia di un altro paese sia della Ue nel suo insieme.

“Si tratta dunque di una discussione teorica, in cui ci si chiede come si potrebbe intervenire in caso succedesse qualcosa in maniera in qualche modo compatibile con il trattato” continua.

“Non esiste però alcun piano, alcun mandato ad alcuna istituzione di lavorare a qualcosa. Soltanto a livello di incontri informali, magari in alcune capitali Ue in contatto con altre, si pensa a quali potrebbero essere le possibili soluzioni”.

PRESSIONE

In settimana diversi organi di stampa, compresa l‘edizione di ieri di ‘Le Monde’, hanno scritto che grandi dell‘Europa come Francia e Germania starebbero valutando di fornire sostegno finanziario ad Atene a patto che questa si impegni a lavorare con maggior impegno per il riordino dei conti pubblici.

Sia Berlino sia Parigi hanno smentito le indiscrezioni.

“Nessuno ha un mandato, non l‘Eurogruppo né l‘Unione europea né la Commissione, di lavorare a un piano di salvataggio: di questo sono certo” spiega il funzionario della zona euro.

Invece di mettere a punto una rete di salvataggio, aggiunge, i ministri finanziari Uem e Ue stanno aumentando enormemente le pressioni sulla Grecia in ogni possibile occasione affinché provveda a mettere ordine nei conti pubblici e applicare le riforme promesse.

“Questo avviene in maniera organizzata e coordinata: si tratta pur sempre della nostra ipotesi numero uno, nonché la migliore... se faranno quello che ci dicono intendono fare non dovremo nemmeno cominciare a valutare altre ipotesi” spiega.

Le discussioni informali e a livello esclusivamente teorico su come venire in aiuto al paese rappresenterebbero invece una sorta di piano ‘back-up’ in caso di Atene non riesca a rispettare gli impegni.

“Sulla base dell‘esperienza passata non ci fidiamo abbastanza degli amici greci per non preoccuparci dello scenario peggiore... in caso ci giochino lo stesso scherzo e non realizzino quanto promesso”.

Il messaggio Ue sulla Grecia, avverte la fonte, è reso più complicato dal momento che si rivolge a due pubblici diversi - la Grecia stessa e i mercati finanziari.

“La comunicazione sul tema è lievemente confusa: ci sono diversi inyerlocutori cui rivolgersi e il messaggio che rivolgi al diretto interessato può essere da questi capito ma da altri frainteso” continua.

“Se per tranquillizzare i mercati finanziari trasmetti un messaggio rassicurante Atene diventa indulgente e questo è parte del problema, se invece utilizzi un linguaggio troppo duro i mercati diventano nervosi... esattamente qui sta il dilemma”.

Secondo il funzionario, alcuni capi di Stato e di governo vorrebbero ottenere garanzie almeno verbali dal premier greco George Papandreou in occasione del vertice speciale Ue dedicato all‘economia in agenda l‘11 febbraio.

In quella sede, conclude la fonte, la discussione dovrebbe però rimanere a un livello molto generale.

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