29 gennaio 2010 / 14:31 / 8 anni fa

PUNTO 1-Risanamento,assemblea approva aumento e bond convertendo

(Aggiunge dichiarazioni manager)

MILANO, 29 gennaio (Reuters) - L‘assemblea straordinaria di Risanamento (RN.MI) ha approvato le misure di ripatrimonializzazione previste dal piano di salvataggio della società immobiliare omologato dal Tribunale di Milano lo scorso autunno.

Via libera dunque all‘aumento di capitale da 150 milioni di euro e al bond convertendo da 350 milioni che porteranno nell‘azionariato del gruppo le banche creditrici Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Unicredit (CRDI.MI), Mps (BMPS.MI), Banco Popolare BAPO.MI e Pop Milano PMII.MI, con conseguente forte riduzione della partecipazione del socio fondatore Luigi Zunino, oggi al 73% circa.

TEMPI RICAPITALIZZAZIONE PIU’ STRETTI POSSIBILE

La realizzazione delle due operazioni è prevista entro il 30 settembre di quest‘anno. Nel corso dell‘assemblea il presidente Vincenzo Mariconda ha detto che cercherà “abbreviare i tempi quanto più possibile, ma sono molto spesso tempi tecnici”.

“Quello che è certo - ha sottolineato il presidente - è la prospettiva di impegno totale e assoluto del Cda per realizzare i contenuti dei piani finanziario e industriale”, che “puntano in sintesi a una concetrazione delle attività sulla parte ritenuta più rilevante”.

E’ in corso ora la prima fase di cessione di cespiti, in gran parte legata a dismissioni di immobili del portafoglio trading già previste dagli accordi sottoscritti con le banche; poi “si passerà ai programmi più impegnativi e di più lungo periodo”, tra cui lo sviluppo dell‘area Santa Giulia.

Il prestito obbligazionario convertendo, che scade nel 2014, avverrà tutto tramite utilizzo di crediti non ipotecari, mentre l‘aumento di capitale, al prezzo a 0,45 euro per azione, per 20 milioni sarà sottoscritto attravero la conversione di crediti non ipotecari e per 130 milioni cash.

L‘assemblea ha approvato anche la proposta di eliminazione del valore nominale delle azioni Risanamento.

Era presente il 73% circa del capitale, riconducibile quasi totalmente alle holding, in liquidazione, di Zunino.

NESSUN INTERESSE MANIFESTATO FINORA PER SESTO E S.GIULIA

Il piano industriale prevede la cessione dell‘ex area industriale Falck a Sesto San Giovanni e la dismissione del 45%, in due tempi, di Milano Santa Giulia, con sviluppo del restante 55%. Si tratta di due aree urbane da riqualificare da oltre 1 milione di metriquadri ciascuna.

In merito a recenti indiscrezioni stampa su primi contatti con investitori esteri interessati all‘ex area Falck di Sesto San Giovanni, il neo AD Claudio Calabi ha precisato, al termine dell‘assemblea, che “non esiste nulla, (...) neanche per Santa Giulia. Ad oggi non abbiamo nulla di concreto, quando ci sarà qualcosa lo comunicheremo”. Le indiscrezioni hanno citato di volta in volta l‘interesse di società indiane, coreane e arabe.

Lo scorso luglio la Procura di Milano ha presentato un‘istanza di fallimento per il gruppo Risanamento - in crisi di liquidità e appesantito da quasi 3 miliardi di debiti - che è poi stata respinta in ottobre dal Tribunale alla luce anche di un accordo di ristrutturazione del debito elaborato dalla società con le principali banche creditrici in base all‘art. 182 bis della legge fallimentare.

Il titolo Risanamento ha avuto a metà seduta uno spunto particolarmente positivo ed è salito fino a 0,435 euro, ma alle 15,30 ridimensiona il rialzo a +1% a 0,41 euro, in un mercato che ha tratto spinta dai dati positivi del pil Usa .FTMIB.

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