Italia, troppo presto per sgravi fiscali -uffico studi Unicredit

martedì 26 gennaio 2010 18:53
 

MILANO, 26 gennaio (Reuters) - Nel breve periodo l'Italia non si può permettere di ridurre le tasse dal momento che la spesa pubblica - al netto degli interessi - mostra una dinamica troppo rapida.

Il giudizio è quello degli economisti di Unicredit che nella nota sull'economia italiana 'Italy monitor' focalizzano l'attenzione sull'andamento della spesa primaria dello stato.

"Nei primi nove mesi del 2009 la spesa corrente totale è salita di un abbastanza modesto +2,2% su anno, ma questo risultato è stato pesantemente condizionato dal calo del 16,7% dei pagamenti per interessi", si legge nella nota. "Al contrario, la spesa corrente primaria (al netto degli interessi) ha registrato un robusto +4,8%".

Unicredit si attende, quindi, che il deficit italiano risulti pari al target governativo di 5,3% del Pil a fine 2009 e che il debito salga attorno al 120% del Pil a crisi mondiale terminata, con una crescita potenziale dell'economia limitata all'1%.

"Se, come pensiamo, la crisi ha reso i mercati molto più selettivi e sensibili al rischio sovrano, ogni decisione di ridurre le tasse in modo significativo deve arrivare solo dopo che riforme strutturali sul lato della spesa abbiano dato risultati tangibili", dice la nota Unicredit, indicando che questa scelta si può attuare solo in tempi lunghi.