Mafia spa, utili 2009 più 8% a 78 mld, boom usura -Confesercenti

mercoledì 27 gennaio 2010 11:52
 

di Paolo Biondi

ROMA, 27 gennaio (Reuters) - L'industria mafiosa, al contrario di quella legale, non è stata colpita dalla crisi economica. Nonostante il calo di quasi il 5% del Pil italiano nel 2009, padrini e camorristi hanno anzi visto crescere del 7,97% l'utile a 78 miliardi e del 3% il giro d'affari dominato dalla droga a 135 miliardi.

In un periodo di credito difficile esplode l'usura il cui fatturato sale a 20 miliardi dai 12,6 dello scorso anno.

I dati sono contenuti nella dodicesima edizione del rapporto Sos Impresa realizzato dalla Confesercenti e presentato questa mattina dal presidente Mario Venturi e dal ministro dell'Interno Roberto Maroni.

"Dalla filiera agroalimentare, dai servizi alle imprese e alla persona, dagli appalti alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario la presenza criminale si espande e le conseguenze sono ancora pesanti per gli imprenditori: 1.300 reati al giorno, 50 all'ora, quasi uno al minuto", si legge nel documento.

Il settore maggiormente in crescita è appunto quello dell'usura che ha registrato utili per circa 15 miliardi con oltre 200.000 commercianti colpiti e posizioni debitorie pari a circa 600.000, indice di indebitamenti con più strozzini.

"L'usuraio isolato punta ai soldi della vittima, la criminalità organizzata ai beni e alle aziende e alle opportunità di riciclaggio di denaro sporco. Esplode l'usura di giornata con soldi prestati il mattino e ritirati con una maggiorazione del 10% la sera, mentre capita che l'usuraio si presenti anche davanti ai cancelli di una fabbrica in attesa di clienti", dice il rapporto.

Dal bilancio delle attività mafiose risultato fra le altre voci dell'attivo 67,87 miliardi da traffici illeciti (60 miliardi da droga, 0,87 dalla tratta di esseri umani, 5,80 da armi e altri traffici, 1,20 miliardi dal contrabbando); 1 miliardo da furti, rapine e truffe; 16 miliardi da attività imprenditoriale (6,5 da appalti e forniture, 7,5 da agrocrimine, 2,55 da giochi e scommesse, 6,5 da contraffazione e 2 miliardi da abusivismo); 16 miliardi da ecomafie, 0,60 dalla prostituzione.

Fra le passività risultano 19,50 miliardi per le attività di riciclaggio e 2,75 miliardi per attività corruttiva.