19 gennaio 2010 / 09:14 / 8 anni fa

RPT-PUNTO 1-Eurogruppo conferma Juncker, momenti duri per Grecia

(riscrive e aggiorna al termine di conferenza stampa finale Almunia e Juncker, aggiunge dettagli e contesto)

BRUXELLES, 19 gennaio (Reuters) - Come ampiamente scontato i ministri finanziari dei sedici paesi euro hanno conferito ieri sera un nuovo mandato di due anni e mezzo al lussemburghese Jean-Claude Juncker, la cui corsa alla presidenza è avvenuta di fatto in assenza di sfidanti. L'Eurogruppo ha scelto, poi, di utilizzare toni piuttosto duri sulle difficoltà dei conti pubblici greci da settimane tra i titoli di testa della stampa finanziaria.

Il portavoce del premier lussemburghese ha annunciato che il nuovo mandato, in scadenza a metà 2012, è stato conferito all'unanimità.

A incontrare i giornalisti al termine della riunione mensile sono stati un 'Mr Euro' sorridente ma soprattutto rilassato, insieme al commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia alla sua ultima uscita pubblica a guida del portafoglio e prossimo responsabile alla Concorrenza.

Già elevate, le chances del lussemburghese in carica ormai da cinque anni erano ulteriormente cresciute con la pubblicazione ieri di un lungo intervento-manifesto in cui il premier del piccolo Granducato ha finalmente messo nero su bianco priorità e ambizioni del proprio programma per il prossimo mandato.

Accogliendo un'istanza arrivata in particolare dall'Eliseo, 'Mr Euro' si prefigge di arrivare a un seggio unico per la zona euro nelle sedi internazionali e un maggior coordinamento di politica economica.

INTESA SU JUNCKER, SLITTA DECISIONE SU VICEPRESEIDENZA BCE

Metabolizzato senza colpi di scena dopo un fugace cenno al nome di Giulio Tremonti, il nuovo mandato al lussemburghese lascia così aperta la ben più complessa partita per la nuove cariche all'Eurotower, di cui resteranno vacanti nel breve termine la vicepresidenza del greco Lucas Papademos ma soprattutto nel medio il seggio del numero uno Jean-Claude Trichet.

Apertisi ormai da qualche tempo, i giochi per la poltrona di numero due della Bce sono proseguiti anche ieri sera in sede di Eurogruppo facendo aumentare le chances del banchiere centrale lussemburghese Yves Mersch a scapito del portoghese Vitor Constancio.

Definitivamente fuori gara sembra invece il consigliere dell'istituto centrale belga Peter Praet.

In favore di Mersch si è espresso ieri all'ingresso dei lavori il connazionale Juncker, secondo cui si tratta del "candidato giusto... da decenni si occupa di finanza pubblica e ha una onorevole visione europea".

Portata a casa la conferma di Juncker, i sedici ministri non sembrano però essere riusciti a chiudere ieri sera anche la partita sul vice Bce.

"Nessun voto oggi: si farà a febbraio" ha detto a Reuters un diplomatico comunitario, precisando che lo slittamento della decisione va messo in relazione a ulteriori controlli sulla procedura di voto.

GRECIA CONSAPEVOLE DI DIFFICOLTA' MOMENTO, OCCHI A RIFORME

Ultimo tema forte della riunione l'affaire grecia, mentre da Atene il direttore generale Eurostat dichiara alla tv che dopo "notti insonni" è arrivato a giudicare "inattendibili" i dati su debito e deficit 2007 e 2008 forniti dall'ufficio di statistica greco.

In un rapporto della settimana scorsa la Commissione ha scritto che Atene ha consapevolmente per anni presentato numeri macro inaffidabili a causa di pressioni politiche sull'ufficio di statistica.

Poco inclini a compassione i colleghi Uem, che hanno ascoltato questa sera la presentazione del nuovo giovane ministro George Papaconstantinou dopo l'invio del nuovo programma di stabilità discusso dal parlamento.

"In Grecia c'è un nuovo governo cui spetta un duro compito: nell'affrontare le difficoltà ha diritto a un sostegno, questo però non significa che gli si possano risparmiare le necessarie misure da adottare" dichiara il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble.

Ancora più esplicito l'olandese Wouter Bos.

"L'essenziale dei provvedimenti deve essere preso dai greci stessi" sintetizza.

Fonti comunitarie hanno anticipato già venerdì sera che i ministri finanziari europei sarebbero addirittura pronti, se necessario, a imporre sanzioni nei confronti di Atene.

"Sono davvero molto scontenti e c'è poca disponibilità a sostenere il paese in caso non siano per primi loro a prendere molti provvedimenti" commentava una fonte vicina ai lavori

Decisamente più morbidi i toni scelti invece da commissario e presidente Eurogruppo.

"Ho presentato la nostra relazione e ne parleremo anche domani... per il momento la Commissione ha ottenuto il pieno appoggio dell'Eurogruppo, ministro greco compreso, e tra un mese presenteremo un piano d'azione" dice Almunia.

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