15 gennaio 2010 / 12:17 / 8 anni fa

Monetario verso chiusura rob, atteso fine-tuning 200/250 mld

MILANO, 15 gennaio (Reuters) - Il mercato monetario a poche ore dalla chiusura del più lungo periodo Rob dell'anno si ritrova con una situazione di particolare abbondanza di fondi. Ne deriva la necessità del consueto intervento di fine tuning da parte della Bce, martedì, stimato sui 200/250 mld.

"La situazione è di sovrabbondanza di fondi, con l'overnight stabile attorno allo 0,25%" dice un tesoriere.

Trichet ieri, dopo che il board Bce ha confermato il tasso di riferimento all'1%, come era nelle attese non ha offerto novità dal lato della gestione della liquidità e della relativa uscita dall'emergenza, limitandonsi a ribadire che la liquidità in eccesso verrà assorbita quando sarà necessario.

"E' stata una delle conferenze stampa più 'neutre' che abbia mai ascoltato" dice un tesoriere. Del resto "già con il messaggio di dicembre è stato detto molto, e da questo mese è già stato fatto il passo di eliminare i p/t a 3 e 6 mesi straordinari" dice una fonte bancaria.

"Ora occorre digerire pian piano queste mosse, vedere l'evoluzione della situazione greca e attendere i prossimi dati sullo stato dell'economia della zona euro e dell'inflazione. A quel punto si vedrà se sarà il caso di iniziare a drenare un po' di fondi. Il vero test sarà a giugno al più tardi, quando scadrà il primo dei tre finanziamenti a un anno per la non trascurabile cifra di 442 miliardi: in quell'occasione qualcosa si dovrà pur fare".

L'eccesso di liquidità, da mesi ormai strutturale, si è ulteriomente rafforzato con il p/t a 12 mesi del dicembre scorso e ammonta a circa 270 miliardi.

L'abolizione dei p/t a tre e sei mesi strordinari (questa settimana ne sono venuti a scadere due, per un totale di 10 mld, che non sono stati rinnovati), ha un impatto poco consistente sul totale. E leggero sarà anche quello dell'analoga scadenza il mese prossimo di 23 mld.

L'unica via possibile ora per drenare fondi e, quanto meno, chiudere la Rob appropriatamente, è l'operazione di fine-tuning attesa dalla Bce martedì stesso e stimata al momento attorno ai 200/250 miliardi.

A ieri i numeri neri ammontavano a 343 miliardi, cifra particolarmente alta anche per il solo fatto che l'attuale periodo di mantenimento è più lungo del normale per via delle vacanze natalizie.

Parallelamente i depositi overnight sono molto consistenti; quello utilizzati ieri sera erano pari a 217,447 mld, seppur in lieve calo dai 227,612 miliardi del giorno precedente. Il massimo storico si era visto lo scorso 3 luglio con un ammontare pari a 316 miliardi.

A fine mattina l'overnight resta fermo a 0,24/0,27% sia sul Mid sia sugli screen dei broker internazionali. L'Eonia è stato fissato ieri a 0,318%.

Il tasso Euribor ha registrato stamane l'ennesimo minimo storico a 0,680 da 0,682% ieri.

Lo spread tra questa scadenza e l'Eonia swap di pari scadenza (oggi fissato a 0,366%), considerato l'indicatore del grado di tensione sul mercato interbancario, è oggi a 31,4 pb.

In quest'ultimo mese tale spread risulta in lieve aumento dai minimi attorno a 25 pb di novembre scorso, ma sempre sui livelli che si vedevano prima del fallimento di Lehman.

Il futures Euribor vede il contratto a marzo FEIH0 a 99,335 (+0,015), giugno FEIM0 a 99,065 (inv.) e settembre FEIU0 a 98,760 (+0,005).

Altri dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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