Argentina, interrogazione Pd a Tremonti su tango bond

venerdì 15 gennaio 2010 12:47
 

ROMA, 15 gennaio (Reuters) - Il senatore del Pd Sandro Gozi ha chiesto al ministro Giulio Tremonti, in una interrogazione, di attivarsi sulla vicenda dei Tango bond e in particolare di chiedere alla Svizzera e alla Banca per i regolamenti internazionali perché oltre 40 miliardi di dollari di riserve estere argentine siano depositate presso la Bri anziché essere utilizzate per rimborsare i sottoscrittori dei bond in default.

Gozi cita la denuncia fatta dall'American Task Force Argentina, una organizzazione americana di bondholder che contrasta il tentativo di Buenos Aires di offrire un nuovo swap sui 20 miliardi di dollari di debito ancora in circolazione, secondo la quale la Banca Centrale Argentina terrebbe circa 40 miliardi di dollari delle sue riserve (equivalenti a circa l'80% delle riserve totali) presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri).

"E' bene evidenziare che le riserve estere tenute presso la Bri di banche centrali di altri paesi non superano il quattro per cento delle riserve totali di ciascuna. Sembra evidente come l'Argentina utilizzi la Bri per evitare di pagare il debito conseguito nel 2001 con la comunità e con gli investitori internazionali, tra cui oltre 180 mila investitori italiani il debito nei confronti dei quali supera i quattro miliardi di dollari (che oggi potrebbero essere triplicati con gli interessi maturati)", dice Gozi in una nota in cui dà notizia dell'interrogazione.

"Per questo ho presentato un'interrogazione a Tremonti, che della truffa dei tango bond a centinaia di migliaia di italiani si è sempre poco interessato, affinché chieda alla Bri e al governo svizzero di spiegare alla comunità internazionale come mai oltre 40 miliardi di riserve estere argentine sono nelle sue casse, invece che utilizzati per rimborsare gli investitori truffati dal governo di Buenos Aires", ha aggiunto il senatore che è capogruppo Pd in commissione per le Politiche Ue.

A capo di questa associazione di bondholder, L'Afta (American task force Argentina), c'è Robert Shapiro, già sottosegretario al Commercio durante la presidenza di Bill Clinton, che sarà in Italia la prossima settimana per sostenere le ragioni di opporsi alla nuova proposta di swap.

Il governo argentino sta aspettando un via libera dalla Sec per dare pubblicità alla sua nuova offerta di scambio che in Europa dovrebbe essere depositata in Lussemburgo ed arrivare in Italia tramite il cosiddetto passaporto europeo per partire tra fine gennaio e inizio febbraio.