Titoli Stato difesi da politica prudente Tremonti- Padoan (Ocse)

giovedì 14 gennaio 2010 16:12
 

di Giselda Vagnoni

ROMA, 14 gennaio (Reuters) - Se i mercati non chiedono all'Italia di pagare sui titoli del proprio debito, il terzo al mondo, i rendimenti elevati chiesti alla Grecia è grazie alla decisione del governo di non affrontare la crisi con misure troppo espansive.

Il riconoscimento alla posizione conservativa del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sui conti pubblici arriva da Pier Carlo Padoan, dallo scorso dicembre nuovo capo economista dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con base a Parigi.

"La politica fiscale prudente dell'Italia oggi si rivela un bene prezioso che evita di esporla a premi di rischio che per altri Paesi come la Grecia sono invece schizzati in alto", ha detto Padoan a Reuters a margine di un convegno Aspen sulla qualità della crescita presieduto proprio da Tremonti.

In ottobre il ministro, che oggi ha smentito di essere mai stato in corsa per la presidenza dell'Eurogruppo, è stato dato sul punto di dimettersi per contrastare un progetto di riduzione dell'Irap non concordato con lui. Nei giorni scorsi ha preso le distanze da ipotesi di alleggerimenti fiscali rilanciate dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dicendo che una riforma fiscale non può essere dettata dalla campagna elettorale per le regionali della prossima primavera.

Padoan non vuole commentare le parole di ieri di Berlusconi che ha chiuso il dibattito sulla riduzione delle imposte dicendo che a causa della crisi l'Italia non si può permettere alcun taglio.

Si limita a osservare che l'Italia "pur avendo un debito molto alto è considerata dai mercati molto meglio della Grecia" e che questo è un bene dal momento che nei prossimi mesi i collocamenti di buoni del Tesoro "saranno una marea perchè tutti i Paesi hanno bisogno di collocarli".

Alle 16 odierne il rendimento a 10 anni del Btp è superiore di 80 punti base rispetto a quello del bund, mentre lo spread Grecia/Germania si attesta a 278 punti base.

In questa situazione di affollamento diventa molto forte "la concorrenza tra Paesi, tra rischi sovrani" ed entra in gioco "la politica fiscale di ciascuno Stato", spiega Padoan.   Continua...