12 gennaio 2010 / 12:33 / 8 anni fa

Monetario conferma eccesso liquidità, marcia verso chiusura Rob

MILANO, 12 gennaio (Reuters) - Piove sul bagnato. Le banche del sistema della zona euro, già sommerse da una liquidità che diventa sempre più ingombrante in vista della chiusura del period Rob la prossima settimana, al p/t di stamane hanno chiesto ancora di più.

Rispetto a un p/t in scadenza da 54 miliardi, ne hanno chiesti e ottenuti 60.

Rispetto all‘enorme ammontare di liquidità in eccesso, “6 miliardi in più (o anche in meno) non cambiano le cose” dice un tesoriere. Tuttavia, la liquidità in eccesso ammonta a circa 270 miliardi, con la Bce che ha indicato in -217 miliardi il benchmark per il suo p/t settimanale di stamane.

“L‘ammontare del p/t a sette giorni, per sua natura, difficilmente è comprimibile” dice un tesoriere per giustificare l‘ammontare superiore alla scadenza.

Altra spiegazione potrebbe essere cercata nel fatto che questa settimana vengono a scadere due p/t a 3 e a 6 mesi per un ammontare di circa 10 miliardi che, trattandosi di operazioni straordinarie, non verranno rinnovate (come annunciato dalla Bce a dicembre).

“Pur nell‘eccesso di fondi, qualche banca può essere sensibile al venir meno di quei 10 miliardi” dice un altro tesoriere. I due finanziamenti sono in scadenza giovedì.

“Significativo è il comportamento delle banche che mantengono un attegiamento estremamente prudenziale, anche se rispetto al pieno della crisi qualcuna si è attrezzata per operare più attivamente sul mercato” dice una fonte bancaria che rimanda, per un cambiamento, ai prossimi mesi quando, una volta verificate le condizioni di crescita e di prezzi la Bce potrà iniziare un‘effettiva politica di uscita dall‘emergenza.

“Si vedrà come andranno crescita e inflazione nei prossimi mesi e se sarà il caso di iniziare a drenare un po’ di fondi” dice la fonte. “Certo, al più tardi, il vero test sarà a giugno, quando scadrà il primo dei tre finananziamenti a un anno per la non trascurabile cifra di 442 miliardi: in quell‘occasione qualcosa si dovrà pur fare”.

Intanto però il problema è contrario. A ieri i numeri neri ammontavano a 460 miliardi, cifra destiamata a salire ulteriomente per il solo fatto che l‘attuale periodo di mantenimento è più lungo del normale (per via delle vacanze natalizie).

Rispetto alla chiusura della Rob, martedì prossimo, il solo metodo effettivo per asciugare l‘eccesso di fondi, per un giorno, è quello del drenaggio, atteso dalla Bce, con un‘operazione di fine-tuning su quel giorno, al momento stimata attorno ai 250 miliardi.

“Fino ad allora vedremo tassi allo 0,25% e depositi overnight oltre i 200 miliardi” aggiunge un altro.

Ieri i depositi overnight sono risultati pari a 211,743 miliardi dai 227,141 del giorno precedente. Il massimo storico si era visto lo scorso 3 luglio con un ammontare pari a 316 miliardi

A fine mattina l‘overnight quota 0,24/0,27% sia sul Mid sia sugli screen dei broker internazionali. L‘Eonia è stato fissato ieri a 0,336% da venerdì 0,347%.

EURIBOR A NUOVO MINIMO STORICO

Il tasso Euribor contina a snocciolare nuovi minimi storici. Al fix di stamane la scadenza a tre mesi è stata fotografata a 0,685% da 0,689%.

Lo spread tra questa scadenza e l‘Eonia swap di pari scadenza (oggi fissato a 0,375%), considerato l‘indicatore del grado di tensione sul mercato interbancario, è oggi a 31,0 da 31,5 pb ieri, in lieve aumento dai minimi attorno a 25 pb di novembre scorso, ma sempre sui livelli che si vederano prima del fallimento di Lehman.

Il futures Euribor vede il contratto a marzo FEIH0 a 99,30 (+0,005), giugno FEIM0 a 99,020 (+0,005) e settembre FEIU0 a 98,705 (+0,010).

Altri dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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