Cina, banca centrale alza tassi su titoli a tre mesi

giovedì 7 gennaio 2010 11:57
 

SHANGHAI, 7 gennaio (Reuters) - La banca centrale della Cina ha sorpreso i mercati alzando i tassi di interesse sui suoi titoli di debito a tre mesi, per la prima volta dalla metà di agosto. Una misura che rafforza la presa sulla liquidità, il giorno dopo che l'istituto centrale ha promesso che l'espansione del credito sarà tenuta sotto controllo.

Se da una parte gli analisti parlano semplicemente di un'operazione di drenaggio di liquidità in eccesso, i mercati sembrano temere il peggio, interpretando la mossa come un segnale che la banca centrale possa presto essere pronta ad adottare misure più energiche per raffreddare la crescita e combattere l'inflazione, ad esempio un aumento dei tassi di sconto.

La decisione è stata accompagnata dal più ampio drenaggio settimanale di liquidità - 137 miliardi di yuan - dal mercato monetario da quasi tre mesi a questa parte.

La prospettiva di una politca monetaria più restrittiva da parte di Pechino ha affondato il mercato azionario cinese e colpito varie materie prime: gli investitori temono che ponendo un freno alla crescita cinese si possa indebolire la domanda di acciaio, rame e tutte le altre risorse necessarie ad alimentare lo sviluppo della terza economia mondiale.

Gli analisti tuttavia spiegano che la mossa deve essere vista più che altro come come un tentativo della banca centrale cinese di gestire la liquidità, in particolare per evitare che le banche ripetano la stagione del credito facile dell'inizio del 2009.

"Non vediamo signficati particolari in questa misura, che rimane un una-tantum" commmenta l'economista di Dbs Chris Leung, da Hong Kong. "La politica monetaria resta accomodante e sebbene il livello di credito che le banche erogheranno nel corso dell'anno sarà inferiore rispetto al 2009, è ancora troppo presto per parlare di un cambio di rotta".